31/03/2020

COMITATO IN DIFESA DELL'OSPEDALE

"Continuiamo ad esser preoccupati per il pronto soccorso"

"Continuiamo ad esser preoccupati per il pronto soccorso"
Vogliamo tornare, ancora una volta, sulla denuncia formulata da otto medici strutturati del pronto soccorso adriese. Contestazioni, se comprovate, indubbiamente coraggiose. E accuse assai gravi che, stando a quanto riportato dalla stampa locale, non sarebbero state prese in carico dall'Azienda ULSS 5 Polesana. Nella lettera inviata, oltre che ai giornali, anche all'azienda stessa e ai principali attori della nostra sanità, gli otto accusatori parlano di "personale esterno non adeguatamente formato" o stanco per il superlavoro; di medici forniti dalle cooperative per i quali si era chiesto "non fossero più utilizzati per la palese incapacità" e che, invece, continuerebbero a operare nell'ambito del nostro pronto soccorso; di "rischio clinico" potenzialmente elevato per l'utenza e di "rischio lavorativo" altrettanto potenzialmente alto per i medici; di mancate "consegne sulle condizioni cliniche" di un paziente; di "totale abbandono e smantellamento del pronto soccorso". Affermazioni che, oltre a far rizzare i capelli in testa, pretenderebbero una completa trasparenza da parte dell'azienda guidata da Fernando Antonio Compostella. E, invece, cosa fa il nostro immarcescibile direttore generale? Ci parla di "qualche sbavatura", in coro con il primario del pronto soccorso adriese, dr. Giovanni Lucianò, che afferma si tratti semplicemente di "incomprensioni tra  colleghi". Quisquilie, insomma pinzillacchere, direbbe il "principe della risata", il nostro indimenticabile Totò. Monade, diremmo noi in Adria, se non fosse che, quando sentiamo Fernando Antonio minimizzare i problemi, ci lanciamo in sequele di scongiuri irripetibili. Parlando seriamente: - checché ne dica il direttore generale, i posti letto del nostro ospedale, grazie agli ultimi piani socio - sanitari regionali della giunta veneta, sono diminuiti del 37%, passando da 231 a 144; - se davvero, invece del caos lamentato dagli otto medici adriesi, ci trovassimo difronte a problemi infinitesimali, ci aspetteremmo di vedere l'AULSS 5 e la cooperativa che fornisce il personale oggetto delle accuse, denunciare gli autori della lettera, dandone rilievo sugli organi di stampa. In attesa di scoprire se l'AULSS 5 pubblicherà o meno la relazione del Dr. Lucianò sul sito aziendale, vorremmo precisare al dr. Compostella che una conferenza stampa e due articoli sui giornali locali non sono indice di trasparenza. E, soprattutto, non cancellano la preoccupazione dell'utenza che, dall'unificazione delle AULSS 18 e 19, è sempre più sfiduciata e sempre più convinta di essere in presenza di problemi radicati e sistematici della sanità adriese e polesana. 

COMITATO IN DIFESA DELL'OSPEDALE DI ADRIA E DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

 

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