04/04/2020

IL PARERE DI NONNATO

Zes, un oggetto misterioso per il Polesine

Zes, un oggetto misterioso per il Polesine
La Zes per il Polesine o, meglio, per una parte di esso resta un oggetto misterioso. Solo una potenzialità ed ancora del tutto teorica. Ancora una volta è l’incertezza, oltre che il disinteresse della Regione Veneto, a caratterizzare e segnare il nostro futuro. Ma, così come appare dalle generiche ipotesi in campo, non offre l’idea di qualcosa di organico e di funzionale ad uno sviluppo sufficientemente pianificato.  L’ultima volta che i cinquanta comuni del Polesine sono stati chiamati a concordare una organica pianificazione è stato in occasione della elaborazione del Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento. Uno dei problemi affrontato allora era quello relativo al “localismo”, alla forte parcellizzazione delle aree produttive che consentiva quasi esclusivamente la diffusione della microimpresa ed impediva, oltretutto, sinergie logistiche ed economie di territorio. Con il PTCP fu possibile maturare una visione che andasse oltre quella campanilistica, ancora di triste attualità, e prevedesse delle macroaree produttive in grado di consentire ambiti di concentrazione delle sedi deputate e dove le infrastrutture e le risorse tangibili e intangibili vengono proposte in una logica d’insieme. Oggi possiamo dire che, nonostante la crisi economica, gli unici insediamenti di livello importante si registrano in tre di queste macroaree.  Ma la proposta ZES, ancora molto fumosa, è in linea con i principi e le esigenze espresse dal PTCP e convenute unitariamente dai cinquanta comuni? E’ orientata a frenare il localismo ed il consumo del territorio? Tiene in debito conto della esistenza del Corridoio della Logistica previsto dal citato PTCP? Con quali criteri sono stati scelti i sedici comuni interessati? Da quel poco che si evince finora pare il completamento di una nebulosa che intende paracadutare in Polesine il residuo di qualcosa di più interessante che riguarda, ancora una volta, i terreni ed il territorio del veneziano. Questi sono, molto sommariamente, gli argomenti da valutare che io vorrei suggerire ai sedici sindaci che si sono infatuati della ZES prima di conoscerne analiticamente i contenuti. Quelli che ce la propongono sono ancora quelli che hanno tentato, almeno finora, di scipparci la piattaforma a mare e che mantengono il blocco sull’innalzamento del ponte ferroviario di Rosolina che impedisce la navigazione ai natanti della V classe e la modernizzazione della Mestre-Verona, quelli che impediscono il completamento della Nogara-Mare e della Romea Commerciale. Tralascio il resto, ma è meglio guardare, prima, dentro la pancia del cavallo di legno che ci vogliono regalare.

Gianni Nonnato Ex assessore provinciale Pianificazione Territoriale

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