07/04/2020

IL CASO PISCINA

"Un silenzio costruito ad arte"

"Un silenzio costruito ad arte"
Sembra sia calato il silenzio sulla questione della chiusura della piscina comunale di Adria. Un silenzio creato ad arte, per nascondere le evidenti mancanze dell’amministrazione Barbierato sul problema. Perché se è pur vero che non bisogna fare polemiche, è altrettanto vero che non bisogna dimenticarsi di chi sono le responsabilità se oggi, purtroppo, la piscina è chiusa, i lavoratori sono a casa in attesa di sapere che ne sarà del loto futuro, ma soprattutto e le centinaia di utenti, famiglie, giovani, e le squadre agonistiche, sono obbligate ad andare a Rovigo, a Codigoro, o a Porto Viro: sono responsabilità dell’amministrazione Barbierato. È da qualche anno che si sapeva che la piscina necessitava di importanti interventi, ed infatti fui proprio, ancora nel 2017 con la precedente amministrazione, che feci inserire nel piano triennale delle opere pubbliche i lavori di miglioramento e ampliamento della piscina per un importo di ben 2,2 milioni di euro. E, incredibilmente, l’attuale sindaco Barbierato, allora consigliere di opposizione, votò contro questa scelta. Era previsto, poi, che si facesse un bando “ponte” di gestione della piscina della durata di un solo anno e mezzo, durante il quale il comune predisponesse il bando definitivo di “concessione e lavori” della durata di 15/20 anni, in modo che chiunque lo avesse vinto sarebbe partito sin da subito eseguendo i lavori urgenti sul tetto sopra la vasca, oltre ad altri lavori tra cui la copertura della vasca esterna. Ed invece, sin dal suo insediamento nel luglio 2018, il sindaco Barbierato non ha minimamente preso in mano la questione piscina fino a che, al termine della gestione da parte del Consorzio In.Nova nel luglio 2019, il bando di 15/20 anni non era ancora pronto. Per ovviare al problema, ha fatto una proroga diretta sempre al Consorzio In.Nova sino a settembre 2020 senza però, ed è questo l’aspetto più grave, prevedere alcun tipo di lavoro di manutenzione straordinaria. Ecco, quindi, che tutta la responsabilità della chiusura attuale e di tutti i relativi disagi sono il segnale tangibile di una evidente incapacità amministrativa  dell’amministrazione Barbierato, chiusa arrogantemente a riccio a qualsiasi grido d’allarme lanciato anche dalle forze d’opposizione, ma considerate dal sindaco solo fastidiose e non degne di ascolto. Ed oggi, per colpa di Barbierato circa 200.000 euro sarà l’ammanco di bilancio che gli adriesi subiranno, poiché quei lavori di sistemazione urgente del tetto saranno a totale carico del Comune e quindi delle tasche degli adriesi, e non della ditta che, se fosse stato fatto il bando per tempo, oggi avrebbe già eseguito tali lavori.. Alla fine, comunque, mi aspetto la solita risposta ed il solito attacco: la colpa è delle precedenti amministrazioni, di Bobo, di Simoni, degli uffici o dei tecnici. Lo scaricabarile è ormai lo sport preferito di Barbierato, forse l’unico sport che sa fare, senza mai una minima assunzione di responsabilità. Per buona pace di tutti gli adriesi e dei poveri adriesi amanti della piscina, che prima del 2020 non la rivedranno riaperta. Forse.

Federico Simoni ex vicesindaco delegato ai Lavori Pubblici e Sport

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

Notizie più lette