29/03/2020

IL CONSIGLIO DEI SOCIALISTI

"Rovigo-Cina, pensare in grande non è peccato"

"Rovigo-Cina, pensare in grande non è peccato"
Alla città di Rovigo è sempre mancata una cultura della pianificazione che individuasse condizioni e strumenti per definirne un ruolo strategico e competitivo. Nella realtà il nostro territorio è sempre stato individuato come una realtà di semplice attraversamento. Nessun richiamo o interesse concreto per fermarsi ad operare in virtù di scambi economici o culturali. Oggi si sono finalmente create le condizioni per tentare di superare quel cono d’ombra che rappresenta solo una realtà da attraversare al fine di raggiungere poli di interesse che hanno sviluppato nel tempo un ruolo di maggior richiamo e interesse. Solo l’alluvione del 1951 aveva costretto a far riconoscere Rovigo come un luogo noto. Una catastrofe naturale come elemento di notorietà. E’ ancora questo, purtroppo, l’evento che la caratterizza principalmente e la fa conoscere al suo esterno. Non c’è ancora un elemento attivo e di proposta caratterizzante che le consenta di diventare polo e stimolo di interesse e di richiamo. Tante, tuttavia, le potenzialità: Interporto, Censer, Rete autostradale, Accademia de’ Concordi, Rotonda, Mostre del Roverella. Su tutto, però, incombe ancora l’elemento legato al rischio idrogeologico. Questo territorio, che è oltre quattro metri sotto il livello del mare, esiste solo in considerazione che non si ripeta un evento come quello del 1951. Altrimenti verrebbero a mancare i presupposti per la sua esistenza. Grande merito di ciò va ai due Consorzi di Bonifica, ma questi sono lasciati soli e con bilanci insufficienti a dare tutte le risposte necessarie. Ora Rovigo, con la nuova giunta, ha anche le potenzialità intellettuali e di vision necessarie, ma non si intravvedono ancora iniziative tali da far pensare che l’elemento pianificatorio strategico trainante sia stato individuato anche come forza utile a far vincere l’insufficienza della capacità indigena di iniziativa imprenditoriale e culturale. Stiamo subendo, oltretutto, anche un assorbimento di enti ed associazioni verso realtà contermini. Penalizzanti anche i ritardi nella esecuzione di opere come la Nogara-Mare, nell’attivazione completa della navigabilità (Ponte Rosolina) e della “Piattaforma a mare” che i veneziani ci vogliono scippare oltre che della Romea Commerciale per il disinteresse della Regione Veneto. Corriamo così il rischio che Ferrara prevalga nella realizzazione di infrastrutture competitive. In tale contesto riteniamo utile uno stimolo proattivo: La definizione di relazioni economiche con le iniziative rivolte al futuro dell’economia mondiale. Ed allora perché non relazionarsi, magari direttamente, con la “Belt and Road Iniziative” dal momento che la Cina intende intrecciare rapporti senza pretese egemoniche e tenendo presente che il nostro Corridoio Logistico è finalizzato a relazionarsi con la realtà economica del milanese? Pensare in grande non è peccato. Anzi! Comune e Provincia se ci siete battete un colpo! “Nessun dorma!”

Partito Socialista Italiano Federazione Polesana

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