28/03/2020

Basta litigare, salviamo i nostri pescatori

Basta litigare, salviamo i nostri pescatori
Inutile fare un excursus socio – politico della situazione che si verrebbe a creare se i diritti esclusivi di pesca non venissero affidati al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine: è la prima fonte di reddito del territorio, non ci vuole una grande fantasia nel pensare a cosa comporterebbe una perdita simile per tutti noi. Il nostro intento come opposizione è esprimere ancora una volta solidarietà piena e vicinanza a tutti i pescatori, che sono con il fiato sospeso in attesa di capire come sarà il loro futuro. Questo pensiero è sicuramente comune a tutti i cittadini di Porto Tolle e non solo, anche perché è nell’interesse di tutti che la pesca continui a far girare l’economia del nostro territorio e di tutta la Provincia. Interveniamo alla vigilia di un importante consiglio Provinciale dove si dovrebbe decidere il futuro dei diritti esclusivi di pesca, i quali tutt’oggi consentono un lavoro stabile a oltre 1500 pescatori più tutto indotto che ne consegue. Purtroppo, però, questa decisione del consiglio Provinciale è preceduta da una situazione conflittuale tra la Provincia, detentore dei diritti, e il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine che ne è sempre stato il gestore. Ovviamente non entriamo nel merito del conflitto , anche se ci sarebbe molto da ridire nei comportamenti di entrambi le parti, a nostro avviso molto spesso irresponsabili, ma vogliamo rimanere nel merito della vicenda dei diritti esclusivi di pesca che abbiamo seguito fin da subito con grande preoccupazione cercando di dare il nostro contributo; abbiamo per questo chiesto un consiglio comunale aperto dove poter discutere e confrontarsi per poter trovare una soluzione possibile che possa garantire la continuità dei diritti di pesca al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine . Purtroppo questo passaggio non ha sortito ciò che ci eravamo prefissati e questo ci ha ulteriormente preoccupati. Infatti la divergenza tra la Provincia e il consorzio si è ulteriormente allargata con il sindaco Pizzoli che non è riuscito a trovare un punto convergente. Inoltre è stato deludente anche il risultato avuto anche con la grande mobilitazione dei pescatori davanti alla Provincia che ha prodotto un nulla di fatto. Oggi purtroppo assistiamo sulla stampa a continui attacchi reciproci, senza esclusioni di colpi, volti a sostenere tesi diverse e contrapposte. Noi non vogliamo con questo articolo entrare nel merito delle questioni, però vogliamo porre una riflessione alle parti in causa nella speranza che possa far riflettere sia gli uni che gli altri. Partiamo dal momento che i diritti esclusivi sono stati messi a disposizione del consorzio dalla Provincia: circa trent’anni fa, nasce questo accordo da una intuizione da parte di due persone illuminate e lungimiranti come il Presidente Brigo e il Maestro Rigolin. Sono i padri dei diritti esclusivi di pesca, e sono riusciti in questa impresa attraverso la concertazione tra la Provincia e il mondo produttivo della pesca. Questa concertazione è stata la base sulla quale si sono da sempre basati i diritti esclusivi di pesca, anche negli anni successivi, e che in trent’anni hanno prodotto quello che oggi sappiamo sul nostro territorio. Pertanto siamo convinti che se vogliamo che questa realtà possa continuare a dare la possibilità di lavoro a 1500 persone, a poter investire per crescere e sviluppare nuovi posti di lavoro sia diretti che indiretti, non ci sia altra strada che la concertazione e il dialogo politico in un confronto, anche aspro e duro, ma proficuo e concreto. Pensiamo che la contrapposizione sia molto rischiosa perché potrebbe compromettere anni di lavoro e addirittura il futuro di tutto il settore. Pertanto con questo intervento vogliamo fare un appello alle parti perché riprendano il dialogo e trovino una soluzione condivisa, solo così si può garantire la continuità del lavoro ai 1500 pescatori. Crediamo che non valga la pena mettere a rischio un settore intero delegando la decisione finale ad un giudice del TAR, in una causa giudiziaria che sarà sicuramente infinita. La politica e il consorzio debbono riprendere il filo della questione ponendosi come obbiettivo primario la garanzia di lavoro dei 1500 pescatori non per un anno, due, 15 anni… ma per sempre! Crediamo che da questa situazione si possa e si deve uscire solo attraverso il coinvolgimento di tutte le parti dal comune alla Provincia, alla regione (che proprio oggi ha approvato all’unanimità una mozione di sostegno a lungo termine dei diritti esclusivi di pesca al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine), al Governo che sicuramente non si tirerà indietro se sollecitato in un tavolo concertativo. Allora consiglieri Provinciali nonché presidente della Provincia e presidente del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine fermativi un attimo a riflettere e per favore riprendete il dialogo per il bene dei pescatori e di un intero territorio. Lasciate stare i ricorsi in tribunali le procure gli avvocati e quant’altro e dimostrate con senso di responsabilità per le cariche che avete di riprendere il dialogo attorno ad un tavolo concertativo con la presenza di tutte le istituzioni coinvolte. Ovviamente come gruppo consigliare di opposizione del comune di Porto Tolle siamo a disposizione per quello che ci compente e per quello che serve per contribuire affinché questo dialogo possa trovare la strada giusta e corretta per salvaguardare i 1500 pescatori, un intero settore della pesca, e garantire un territorio che da anni basa la sua economia e sviluppo su questo settore.

Porto Tolle 17 ottobre ’19 Valerio Gibin, Silvia Siviero, Claudio Bellan, Cosetta Nicolasi e Michela Ferrarese

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