06/04/2020

CASA DI RIPOSO

"Serve una nuova vera guida per l'Iras"

"Serve una nuova vera guida per l'Iras"
La difficile situazione dell’IRAS, riletta recentemente anche alla luce dei fatti di violenza nei confronti di ospiti non autosufficienti, ci porta a chiedere al sindaco e all’amministrazione comunale di Rovigo, alcune cose ben precise. Per questo, invitiamo il consigliere Matteo Masin,  anche nostro rappresentante in consiglio comunale, difensore da sempre della proprietà e gestione pubblica dell’Iras, ad assumere una iniziativa dai caratteri ben precisi. Il nostro contributo che speriamo  sia preso in considerazione dal sindaco Gaffeo, dall’assessore Mirella Zambello e dai consiglieri comunali,  tra l’altro, chiede: - Una netta condanna delle cattive gestioni degli ultimi anni, in particolare del periodo Piva-Bergamin-FI-Lega, che dovevano  vedere anche  la Regione in prima fila, impegnata a salvaguardare l’Iras, attraverso una più attenta valutazione dei bilanci, della situazione economica della Casa di Riposo pubblica rodigina e delle piante organiche degli operatori addetti all’assistenza di persone non autosufficienti . - Una netta condanna della Regione per la recente concessione di 100 posti letto convenzionati alla casa di riposo privata detta Centro Servizi, collegata alla Casa di Cura Città di Rovigo. Tale concessione ha portato dal 2016 e ogni anno oltre 3 milioni di euro in più,  in casse private. Questo a fronte di un calo superiore a 3 milioni di euro annui nelle casse dell’IRAS. Un colpo quasi mortale per un Iras già in condizioni economiche difficili e che dimostra come la Regione Veneto, aumenti  la privatizzazione, anche in ambito sociosanitario. - Di pretendere formalmente e con forza la fine del commissariamento dell’Iras e il ritorno di un consiglio di amministrazione indicato dal Comune di Rovigo. Rovigo ha dignità, capacità e persone preparate per questo Consiglio di Amministrazione. La Regione deve rispettare la nostra autonomia,  dare disponibilità ad una ricontrattazione positiva del debito IRAS e la fine di ogni idea di privatizzare il socio-sanitario pubblico rodigino e polesano. - che Casa Serena sia utilizzata, senza essere ceduta e tolta al patrimonio comunale, a fini socio-assistenziali da decidere in un confronto tra nuovo CDA, Comune di Rovigo, Provincia di Rovigo, Regione Veneto e Associazioni cittadini del settore. - che i 100 posti letto dati alla Casa di Riposo privata di Rovigo, siano cancellati, come convenzionati,  da quel sito e almeno per gran parte accreditati all’IRAS. Il Centro Servizi privato potrà continuare a fornire assistenza in termini di libero mercato. - Al Sindaco, all’Assessore Zambello e al nuovo CDA, chiediamo poi una iniziativa tesa a contrastare la deriva privatistica regionale. Rilanciamo le IPAB polesane, pur adeguandole alle nuove normative. Diamo un ruolo centrale all’IRAS. Chiediamo che il nuovo CDA e l’Amministrazione Comunale si impegnino affinché la nostra casa di riposo pubblica,  diventi il soggetto coordinatore che metta in sintonia e unisca l’attività e i servizi di tutte le case di riposo pubbliche polesane . L’IRAS può diventare il fulcro di un’unica Azienda Pubblica Polesana di Servizi alla Persona, che sappia dimostrare come certi servizi devono vedere la centralità di soggetti pubblici e non la progressiva svendita di nostri servizi ai privati.

Circolo intercomunale Rifondazione Comunista

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