23/05/2022

REGIONE VENETO

Il PD dice 'no' al referendum sulla legge elettorale

"La Lega piega le istituzioni alla propaganda di Salvini, Zaia non si presenta in aula per difendere una proposta incostituzionale"

Il PD dice 'no' al referendum sulla legge elettorale

25/09/2019 - 10:34

VENEZIA - “Questa non è una proposta di legge per garantire governabilità e rappresentatività, la Lega si limita a obbedire al capitano Salvini, piegando alla sua propaganda il Consiglio regionale. Zaia però è il primo a non crederci e infatti non viene in aula a metterci la faccia, come ha invece fatto in occasione del referendum sulle trivelle”. È quanto afferma, a nome del gruppo del Partito Democratico, il presidente Stefano Fracasso commentando la Proposta di deliberazione amministrativa sulla richiesta di un referendum abrogativo di una parte della legge elettorale nazionale, quella relativa all’assegnazione dei seggi con quota proporzionale, il cui voto è stato rimandato a domani mattina. “È comunque curiosa la conversione di Salvini sulla via di Pontida: dopo aver definito a suo tempo ‘menata’ la legge elettorale, perché era doveroso occuparsi dei veri problemi del Paese, adesso è diventata la priorità assoluta. In quattordici mesi da vicepremier non aveva mai manifestato questa urgenza. Ma, per fare chiarezza, avrebbe potuto anche semplificare il quesito: volete voi che alle elezioni un partito possa ottenere il 100% dei seggi? O, ancora, volete voi che un unico partito possa avere una maggioranza bulgara? Credo che, così formulato, sarebbe stato più corretto. Certo, poi c’è sempre quel problema della Costituzione, poiché occorre un sistema immediatamente applicabile, in modo da poter andare al voto anche senza nessun intervento successivo del Parlamento. Ma tutto serve a fare propaganda e a non occuparsi delle reali urgenze del Veneto”. “Siamo rimasti in aula perché vogliamo che sia scritto nero su bianco il nostro voto contrario. Mette tristezza vedere come la Lega si presti anche in Veneto a piegare i Consigli regionali a un’operazione che non ha niente a che vedere con le esigenze del territorio, lo stesso vale per un presidente che non viene a dire una parola in aula. Zaia lancia il sasso, nasconde la mano e spera, come gran parte della Lega, che sia la Corte costituzionale a mettere la pietra tombale sopra questa ‘menata’ per utilizzare le parole di Salvini, trovando così un nuovo nemico in campagna elettorale”. Continua Fracasso, capogruppo del Partito Democratico, motivando il no alla Proposta di deliberazione amministrativa sul referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale.La Lega è quel partito che si appella al popolo ma invece di raccogliere le firme in piazza utilizza quei palazzi di cui si lamenta; lo stesso partito che è da sempre contro il maggioritario e poi si sveglia e chiede una legge elettorale da Bulgaria ‘pre caduta del muro’, dove un solo partito, sulla carta, può avere il 100% dei seggi. Noi abbiamo votato ‘no’ in modo convinto, poi a fare il resto ci penserà la Corte Costituzionale”

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