28/10/2021

CARENZA DI PERSONALE MEDICO

"Bisogna soprassedere a tante discussioni inutili e dannose"

"Bisogna soprassedere a tante discussioni inutili e dannose"

02/09/2019 - 12:50

ROVIGO - L'ex sindaco di Fratta Polesine ed ex presidente della ProvinciaTiziana Virgili, interviene sulla proposta di far fronte alla carenza di medici tramite l'assunzione di medici laureati e abilitati alla professione medica, ma non specializzati. Negli ultimi tempi si fa un gran  parlare dei medici, o meglio della carenza sempre più accentuata di questi nelle strutture ospedaliere e sul territorio, invocando "provvedimenti straordinari". Tra questi l'assunzione di medici laureati e abilitati alla professione medica, ma non specializzati. Proposta che sta  suscitando vivaci discussioni, quasi fosse una novità assoluta. Di sicuro molti ricorderanno la figura " dell'assistente medico", giovane (a volte anche non tanto) medico senza specialità che operava in Ospedale, in équipe con l'aiuto medico (specialista nella disciplina specifica o equipollente) , sotto la direzione del Primario. E ai concorsi per assistente medico potevano partecipare tutti i laureati in medicina, regolarmente abilitati. Faceva eccezione la disciplina di Anestesia e rianimazione che richiedeva anche per l'assistente la specialità. Questo accadeva fino alla fine degli anni 90, non nella preistoria, quando le figure mediche sono state sostituite dai " dirigenti di 1 livello" e di 2 livello (ex primario). E cosa dire delle cooperative di medici che da anni integrano gli organici  dei Pronto Soccorso e del Suem? La maggior parte di questi non sono specialisti, eppure lavorano in autonomia. Allora forse è opportuno soprassedere a tante discussioni inutili e dannose, perché minano la fiducia dei pazienti nel sistema di cura italiano, e utilizzare al meglio le professionalità di cui disponiamo. Analoghe considerazioni possono essere estese alla medicina generale, ambito in cui i corsi di formazione regionali obbligatori e numero chiuso, hanno determinato un grave carenza di medici di famiglia. Occorre rivedere l'organizzazione della sanità nel nostro Paese e non  è più procrastinabile il ripensare alla programmazione universitaria, perché se il numero chiuso a Medicina, forse, poteva essere sperimentato a partire dal '97 per un periodo limitato, i risultati negli anni in termini di laureati e specializzati e , soprattutto, le proiezioni preannunciavano chiaramente la situazione attuale  e indicavano la necessità di cambiare urgentemente rotta. Purtroppo la lungimiranza non è proprio della politica Italiana. Tuttavia, c'è sempre tempo per migliorare.

Tiziana Virgili

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