18/01/2022

TRECENTA

I "Bamboo" non si lasciano scoraggiare dal maltempo

Grande successo per la terza serata di “Trecenta da Amare”

24/08/2019 - 10:16

TRECENTA – La terza serata di “Trecenta da Amare” dedicata ai giovani cineasti di tutto il mondo è stata accompagnata dalla performance coinvolgente del gruppo dei “Bamboo”, band composta da Jacopo Borin (sax e tastiere), Antonio Conti (chitarra), Ruben Spoladori (batteria) Riccardo Targa (basso) e da Giovi (all'anagrafe Giovanni Guarnieri), cantante sedicenne, di recente vincitore del Premio web social nella manifestazione “Amnesty – Voci per la Libertà”. Il concerto è stato introdotto da un countdown che ha creato tensione e aspettativa tra il pubblico portando alla esplosione del primo brano strumentale “Cissy Strut” classico funk anni 70 dei Meters, con il quale i singoli musicisti si sono presentati al pubblico alternandosi in assoli energici. Si è quindi unito alla band Giovi, il frontman, dando il via ad una giostra di brani di matrice diversa dando prova della notevole versatilità della band. Si è così passati da brani simbolo della dance anni 80 quali “September” degli Earth Wind & Fire o “Get Down on it” di Kool & The Gang al funky rap di Mark Romson, alla rivisitazione in chiave rock di Stayin’ Alive dei Bee Gees e allo struggente strumentale brano jazz “Blue Bossa” eseguito  solo con sax e basso fino alla  intensa Redemption Song di Bob Marley cantata da Giovi con il solo accompagnamento alla chitarra acustica di Antonio Conti, e al blues di “Sweet Home Chicago”. Un angolo è stato riservato anche alla musica italiana con un brano di Neffa e l’inedito di Giovi sul tema dei diritti umani “Occhio non vede cuore non duole”, canzone che lo ha portato ad aprile alla finale del prestigioso Premio Fabrizio De Andrè. La pioggia, comparsa a metà del concerto, non ha scoraggiato il pubblico presente che riparandosi sotto i cornicioni dei palazzi o sotto gli ombrelli ha incitato la band a proseguire. In una atmosfera surreale, tra lampi e fulmini che facevano da cornice al palco, il gruppo si è scatenato su brani selvaggi dei Red Hot Chili Peppers e in quello che è stato sicuramente uno dei momenti migliori della serata ossia il brano funky-rap-soul “I” di Kendrik Lamar che ha strappato lunghissimi applausi. La band, dopo aver dovuto rinunciare su indicazione del service alla esecuzione dei bis per ragioni di sicurezza, ha quindi salutato il pubblico promettendo di tornare in altre occasioni.

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