03/03/2021

AMBIENTE

Mozione del Pd per un Veneto ‘plastic free’

Azzalin: “Stop all’usa&getta, il futuro è nelle 4 erre: riduci, riutilizza, ricicla, recupera. Anche dalla Regione servono azioni concrete"

Mozione del Pd per un Veneto ‘plastic free’
VENEZIA - “Anche la Regione faccia la propria parte, servono azioni concrete per eliminare la plastica usa e getta. Il futuro deve essere nel segno delle 4 ‘erre: riduci, riutilizza, ricicla, recupera: l’ambiente ne ha tremendamente bisogno”. È quanto chiede una mozione del Partito Democratico, primo firmatario Graziano Azzalin, sottoscritta dall’intero gruppo. “Lo scorso ottobre il ministero dell’Ambiente ha avviato un’importante campagna di  sensibilizzazione, ‘Plastic Free Challenge’, rivolta a istituzioni ed enti pubblici a cui hanno già aderito Camera e Senato, la Regione Lazio e centinaia di Comuni, indipendentemente dal colore di chi li amministra: Milano, Torino, Venezia, Roma e Napoli. Non è una ‘dichiarazione di principi’, ma un elenco di azioni da mettere in pratica. Chiediamo quindi di eliminare nelle sedi della Regione e delle sue partecipate, così come delle Ulss e delle Aziende ospedaliere, le bottiglie d’acqua in plastica mettendo degli erogatori ‘alla spina’, oltre a sostituire gli oggetti di plastica monouso (bicchieri, cucchiaini, cannucce) con altri in materiale biodegradabile. Sarebbe poi opportuno inserire l’opzione ‘plastic free’ nelle procedure di gara per la distribuzione automatica di cibo e bevande” afferma Azzalin. E continua: “Il primo passo, tuttavia, è culturale ed è forse quello più difficile: serve un radicale cambio di abitudini, per questo crediamo sia indispensabile studiare, insieme alla commissione consiliare Ambiente, una strategia di informazione e sensibilizzazione su scala regionale.  Del resto è lo stesso Statuto del Veneto all’articolo 8 a stabilire che la Regione ‘opera per assicurare la conservazione e il risanamento dell’ambiente, attraverso un governo del territorio volto a tutelare l’aria, la terra, l’acqua, la flora e la fauna quali beni e risorse comuni’. È una sfida che non possiamo perdere e su cui però siamo in fortissimo ritardo. Non solo a livello veneto o italiano, ma su scala mondiale”.

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