22/05/2022

POLESELLA

"Prima gli italiani? E poi li sfrattano dalle case popolari"

Il sindaco Leonardo Raito interviene contro la nuova legge regionale che ha portato ai rincari degli affitti Ater

"Prima gli italiani? E poi li sfrattano dalle case popolari"

21/07/2019 - 11:23

POLESELLA - "La legge regionale 39 del 3 novembre 2017 in materia di edilizia residenziale pubblica, sta creando una serie di difficoltà insormontabili cui è opportuno mettere mano. Nei giorni scorsi ho ricevuto diversi miei concittadini che hanno evidenziato la difficoltà di trovarsi a gestire canoni d’affitto rincarati del 70-80%, e non sto parlando di affitti minimi. Meglio intervenire prima che si aggravino situazioni che rischiano di avere ripercussioni pesantissime per i Comuni e i servizi sociali". Prende posizione così il sindaco di Polesella Leonardo Raito a seguito della segnalazione di numerosi affittuari Ater delle difficoltà relative ai nuovi canoni ricalcolati in base alla legge regionale 39. "L’edilizia residenziale pubblica risponde, in primis, a un’esigenza sociale e non si può porre sullo stesso piano di una logica di mercato - commenta Raito - Comprendo la logica del ritocco di canoni che erano fermi da anni, e che in qualche modo devono contribuire anche alla gestione dei numerosi alloggi presenti, ma vedere delle famiglie anziane che si trovano a pagare affitti quasi superiori a quelli presenti a libero mercato, fa riflettere. Credo sia la logica che è sbagliata, o gli effetti della stessa che sono stati sottovalutati da chi doveva prevederli". Il sindaco cerca di spiegare le problematiche connesse alla determinazione dei canoni: "Il criterio degli indicatori della situazione economica e della situazione economica equivalente (ISE e ISEE) è sicuramente doveroso, perché è giusto che ognuno paghi in base a quanto può. Quello che a mio avviso fa sballare i conti è il valore degli immobili, con dei parametri che forse non sono stati bene equilibrati e che invito la Regione a rivedere, proprio per non esasperare delle situazioni che rischiano di diventare deflagranti. Credo che le strutture tecniche regionali possano porre dei correttivi". Di qui la valutazione critica nei confronti della giunta regionale a trazione leghista: "L’ATER non ha alcuna colpa, perché applica le norme e devo dire che l’ATER Rovigo, con il presidente Ferrarese e il direttore Fasiol sono sempre state disponibilissime al dialogo con i comuni e anzi occorre rivolgere loro un plauso per il lavoro quotidiano che svolgono. Quello che non mi torna è il modo in cui agisce la Regione leghista. Dietro gli slogan come “prima gli italiani” o dietro Salvini che si occupa solo di barconi, si nascondono norme che penalizzano tante famiglie italiane in difficoltà. Anziani, persone sole, famiglie monoreddito, gente che ha trattato gli appartamenti ATER come fossero i propri, manutenzionandoli, migliorandoli a proprie spese. Mi giunge inoltre voce che stiano arrivando le prime lettere che preannunciano sfratti. La miccia che questo provvedimento sta innescando ha un potenziale deflagrante. Si rendono conto o no che la casa è un problema sociale? E che rischia, a cascata, di cadere ai Comuni e ai servizi sociali? Per certi versi però, mi viene da pensare che alla maggioranza dei veneti vada bene così, dato che la Lega, in regione, viaggia al 50%".  

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