19/05/2022

FESTA DELLA LIBERAZIONE

Azzalin (Pd): “Il 25 aprile è per tutti gli italiani, tranne che per i fascisti"

Secondo il consigliere regionale: "E' grave e pericolosa la mancata partecipazione dei ministri leghisti alle celebrazioni"

Azzalin (Pd): “Il 25 aprile è per tutti gli italiani, tranne che per i fascisti"

24/04/2019 - 14:18

ROVIGO - Alla viglia delle celebrazioni per il 74° anniversario della Liberazione dal nazifascismo con la presenza a Vittorio Veneto del capo dello Stato Sergio Mattarella, il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin che domani sarà in piazza a Rovigo, dichiara: "Non era mai successo che un partito di governo disertasse in blocco le celebrazioni per il 25 aprile ed è pericoloso. Per quanto mi riguarda ci sono stato, ci sono e ci sarò sempre". Prosegue il consigliere regionale: "Assenti dalle manifestazioni, invece, i ministri del Carroccio con in testa Salvini, che ha preferito un tour elettorale in Sicilia. “La deriva della Lega, che oggi ha responsabilità di governo, è evidente. Le conseguenze del flirt di Salvini con movimenti di estrema destra e anche apertamente neofascisti non possono che essere queste. Ma è dalla Resistenza che è nata la nostra Costituzione, quella che permette ai leghisti di fare politica e potersi democraticamente sedere nelle istituzioni. La stessa Costituzione a cui si appellano per chiedere l’autonomia". “Viene quasi da rimpiangere ‘l’antifascismo delle origini’ sbandierato da Bossi. Adesso la Lega sta ideologizzando quella che è una festa per tutti gli italiani, tranne che per i fascisti.  Mette anche un po’ di tristezza dover ancora sottolineare cose che dovrebbero essere scontate e far parte del patrimonio comune. La Lega ha l’ossessione dei comunisti, ma finge di non sapere che, insieme a loro, alla Resistenza parteciparono socialisti, azionisti, liberali, repubblicani e anche i monarchici, sacrificando la propria vita per liberare l’Italia. C’è una rimozione pericolosa della storia - ribadisce Azzalin - tra chi vuole sciogliere l’Associazione nazionale partigiani o negarle fondi pubblici, tra chi cancella le celebrazioni o non vuole ascoltare ‘Bella ciao’. Tra quest’ultimi, è bene ricordarlo, c’è il vicepresidente della Regione Forcolin, che lo scorso anno abbandonò la manifestazione insieme ad alcuni sindaci del Veneziano, lasciando attoniti i bambini che stavano cantando. Adesso è tornato a parlare di ‘diktat’ dell’Anpi: ma ’Bella ciao’ è un canto di Liberazione dalla barbarie nazifascista, non l’inno dell’Unione sovietica. E a chi ci ha garantito un futuro di democrazia, a cominciare dai partigiani, dovremmo dire tutti grazie”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0