06/04/2020

ADRIA

Cavallari: "Basta accettare tutto dalla Regione"

Il duro intervento della lista Cavallari 2.0 all’indomani dell’uscita delle schede ospedaliere

Cavallari: "Basta accettare tutto dalla Regione"
ADRIA - “Basta! E’ inaccettabile! E’ il momento che la città dia un segnale forte: i tavoli non bastano più, non possono pensare che su Adria possono decidere ciò che vogliono perché comunque noi accettiamo tutto”. Parte duro il comunicato della lista Cavallari 2.0 all’indomani dell’uscita delle schede ospedaliere da cui Adria esce pesantemente penalizzata. “La cosa più atroce è che ad uscirne indebolito ancora una volta è il sistema pubblico a discapito del privato con Portoviro che raggiunge le dimensioni di Adria.  Se la Regione ha deciso, e temiamo che in futuro avrà anche i numeri per farlo – continua il comunicato della lista - che il sistema privato accreditato sarà il futuro, allora ha l’obbligo morale di dirlo apertamente, in modo che si possa ragionare sapendo cosa ci aspetta, perché sia chiaro che se l’obiettivo è tenere aperto Adria e farla morire lentamente mentre il privato avanza, noi non siamo d’accordo. Se fosse inevitabile, tuttavia, chiederemmo subito che l’ospedale di Adria venga privatizzato". "Quando in campagna elettorale avvisavamo che ostinandoci a chiedere la luna ci avrebbero tolto anche ciò  che ci spettava, intendevamo proprio questo: ci siamo illusi che comitati, tavoli e qualche rassicurazione fossero sufficienti. Invece oggi scopriamo quanto sarà dura salvare almeno il minimo indispensabile per garantire pari dignità ai nostri cittadini. Noi non abbiamo nulla contro gli abitanti del Bassopolesine con cui preferiremmo fare una battaglia condivisa, ma è chiaro che gli interessi sanitari di Adria e di Porto Viro non convergono. Il peggio è che il Bassopolesine non riesce neppure a fare una programmazione territoriale che ci arricchisca tutti e finisce per affrontare i problemi  in modo slegato, (case di riposo, ospedali, Parco,  Infrastrutture) senza un piano strategico di sviluppo, ma badando ognuno a massimizzare il proprio interesse, rendendoci così deboli nella trattativa con i livelli superiori". "Il sindaco continua a spiegarci (come ha fatto sul Parco)  che piano piano,  passo dopo passo, si può ragionare, senza rendersi conto che non c’è più tempo, che la considerazione per Adria ormai è scesa a zero e siamo finiti ormai in uno stato di totale isolamento e dal quale non facciamo nulla per uscire. Noi invece riteniamo che Adria e tutto il Bassopolesine devono rialzare la testa e ricominciare ad essere protagonisti delle loro scelte di sviluppo.  Per questo nei prossimi giorni chiederemo un incontro alle altre forze politiche, per poi passare ai comitati, alle forze sindacali e alle associazioni,  per condividere una nuova idea di protesta che chiaramente dovrà vedere coinvolta l’intera città che deve tornare a difendere se stessa”.

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