29/01/2022

SANITA' E GIUSTIZIA

"Reso invalido dai farmaci". Maxi risarcimento da 400mila euro

Per un calvario cominciato nel 2009

"Reso invalido dai farmaci". Maxi risarcimento da 400mila euro

26/02/2019 - 22:00

ROVIGO - Rovinato dai farmaci. Sia nel corpo, con una invalidità data dalla necessità di ricorrere a una protesi all'anca sinistra e a entrambe le spalle, senza pensare a un aumento di peso sino a oltre un quintale; sia nello spirito, con un peggioramento graduale dell'umore, non certo migliorato dall'esito finale: una serie di danni che renderanno quasi impossibile, ora, al 45enne al centro della vicenda, proseguire il proprio lavoro, di elettricista. Una professione importante e redditizia, ma che comporta anche la necessità di portare pesi, arrampicarsi, restare in piedi per ore, anche in posizione scomode. Vere e proprie imprese, per chi si trova con tre protesti in alcune delle articolazioni più importanti del corpo. Questa la storia come ricostruita dall'avvocato difensore dell'artigiano polesano, il legale Gianluca Ballo di Rovigo, specializzato in casi di malasanità. Una vicenda giudiziaria cominciata circa quattro anni fa, con l'istanza per l'accertamento tecnico preventivo e che, nei giorni scorsi, ha visto il giudice civile del Tribunale di Rovigo Pier Francesco Bazzega emettere il dispositivo di primo grado: un risarcimento di 414mila euro, a carico dell'allora Ulss 19 di Adria, mentre l'ex Ulss 18 di Rovigo è stata riconosciuta come estranea alla vicenda, senza responsabilità. Non che cambi molto, oggi, nel 2019, con le due aziende sanitarie che si sono fuse. La vicenda, così come ricostruita in aula, comincia a giugno del 2009, quando l'elettricista viene ricoverato in Pneumologia a Rovigo, lamentando difficoltà respiratorie. Emerge che è affetto da una sarcoidosi polmonare, ossia una infiammazione ai polmoni, con formazione di granulomi. Viene prescritto, sempre secondo questa ricostruzione, un trattamento a base di steroidi, tra i quali cortisone. L'elettricista comincia la terapia, ma già ad agosto avverte dolore all'anca sinistra. Un ricovero ad Adria individua una necrosi, che rende necessario un intervento di protesi. Nel 2010 stessa storia, questa volta però alla spalla destra: anche in questo caso, emerge una necrosi, che rende necessario l'impianto di una prtesi all'articolazione dell'omero. L'elettricista, però, lamenta dolore a entrambe le spalle, così che si scopre che il medesimo problema affligge anche l'articolazione "gemella". Oltre alla causa che ha portato all'ottenimento del risarcimento, è al momento in corso anche la pratica per l'assegnazione della pensione di invalidità.

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