22/05/2022

ESTRAZIONI IN ALTO ADRIATICO

"Trivelle al largo del Delta? Non risulta. Anzi..."

Clamorosa rivelazione dei 5 Stelle di Adria

"Trivelle al largo del Delta? Non risulta. Anzi..."

02/02/2019 - 18:16

ADRIA  - "Tanti sono stati in questi giorni gli allarmi lanciati dalla stampa e da partiti politici circa le imminenti trivellazioni in Adriatico, in zona Parco del Delta del Po, primo fra tutti quello di Angelo Bonelli, dei Verdi Italiani". Comincia così la nota del Movimento 5 Stelle di Adria, che ha però gravi perplessità sulla reale situazione in atto. "A detta di Bonelli - prosegue la nota - le nuove trivellazioni a firma Lega-5Stelle interesseranno anche il nostro Delta, patrimonio Unesco dell’umanità, e viene chiamato in causa un emendamento approvato in Senato al Dl Semplificazioni. Riconoscendo a Bonelli una doverosa preparazione in campo ambientale, risulta perlomeno strano il fatto che di queste presunte trivellazioni non si trovi una chiara e precisa traccia all’interno dell’emendamento che viene citato. Esiste, per contro, una manifesta volontà del Ministro Costa di non firmare nuove richieste di permessi di trivellazione, anche in presenza del parere positivo della Commissione Via-Vas". "Il cosiddetto Decreto legge Semplificazioni - prosegue la spiegazione dei 5 Stelle di Adria - ha subito diverse modifiche nel suo passaggio al Senato e attende ancora l'approvazione definitiva. Da parte del M5S è stato predisposto un emendamento al Decreto, nel quale si introduce il 'Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (Ptesai)', al fine di offrire un quadro definito di riferimento per lo svolgimento delle attività di prospezione e ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, volto a valorizzare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle stesse". "L'emendamento prevede che: 'A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e fino all’adozione del Piano, tutti i permessi di prospezione e di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare, sono sospesi, con conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione, fermo restando l’obbligo di messa in sicurezza dei siti interessati dalle stesse attività". "E’ giusto ricordare che il Governo Renzi con lo Sblocca Italia aveva definito all’art. 38 che le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale sono di pubblica utilità. Escamotage per rendere più difficile il rigetto delle istanze inoltrate agli enti preposti, che sono statali per i procedimenti in mare , mentre sono statali e regionali per i procedimenti in terra, percui è necessaria l’intesa tra enti statali e regionali. L’emendamento presentato dal M5S modifica questa impostazione, determinando che "le attività di ricerca di idrocarburi non rivestono carattere d’interesse strategico nazionale e non sono di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili…….". "Dopo questo breve excursus sulla normativa presente e futura di riferimento, ci si chiede come sia pensabile che di fronte al nostro Delta del Po si stiano autorizzando trivellazioni in mare, visto che per farlo serve l’intesa Stato - Regione, e nel 2016 la Regione Veneto a guida Zaia si frappose fermamente a queste ttività, ricordando quali problemi di subsidenza avrebbero potuto causare". "Lo stesso Comune di Adria, nel 2016, durante l’amministrazione Barbuiani, approvò due distinte mozioni, che unirono per il raggiungimento di un medesimo fine maggioranza e minoranza in consiglio comunale. Quelle mozioni impegnavano sindaco e giunta a trasmettere questi atti ai diversi Ministeri competenti, oltre che agli Enti locali interessati. Siamo fermamente convinti che il Ministro Costa, il Ministro Di Maio e il Governatore del Veneto Zaia metteranno il Delta del Po e il nostro Mare Adriatico al sicuro da attività che comporterebbero enormi danni di natura ambientale".

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