29/01/2022

L'EVENTO

Il vino dei Colli Euganei conquista Slow wine Treviso

Un migliaio di visitatori e 90 cantine per la manifestazione dedicata ai sapori del Nord Est

31/01/2019 - 15:31

TREVISO - Il mondo del vino è ormai quasi saturo di eventi legati alla degustazione e alla scoperta delle cantine italiane e straniere, ma ci sono eventi che valgono più la pena di altri. Si è svolta domenica, ad esempio, la sesta edizione di "Treviso Slow Wine", l'evento che negli ultimi anni ha registrato sempre più presenze di espositori e di pubblico, arrivando quest’anno a quasi 90 cantine con una affluenza che supera il migliaio di visitatori. Tutto merito di un prezzo calmierato all'ingresso, di 10 euro a visitatore, e un'ottima qualità nella selezione delle cantine partecipanti, attente al mondo bio e al panorama dei vini naturali. All'evento, ha partecipato anche la cantina rodigina Quota 101 e le vicine cantine dei Colli Euganei Ca' Lustra di Zanovello, Vignalta, Il filò delle Vigne, Il Mottolo e Conte Emo Capodilista. Si sono presentate quindi al grande pubblico le più rinomate case vinicole del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige presenti nella Guida Slow Wine 2019 di Slow Food Editore e come nelle precedenti edizioni, con una sezione dedicata anche ai vini Sloveni che non hanno deluso le aspettative. Ma non solo: spazio anche alle eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Cibo” selezionati da Slow Food Treviso, i cui prodotti hanno potuto essere degustati e acquistati dal pubblico. Tantissimi i vini in degustazione, quasi tutti biologici o naturali, dato che per aderire a Slow wine bisogna dimostrare attenzione e sensibilità verso la natura e l'artigianalità del fare vino. Da segnalare, per qualità dei vini proposti e anche originalità, il Trento Doc di Zanotelli, metodo classico con 40 mesi sui lieviti, che ad ogni sorso fa rivivere il gusto di un prato di menta, l'ormai conosciutissimo Le Rive di Suavia, presentato nella sua edizione 2016, fatto con garganega da vendemmia tardiva, fermentato in botte grande, che conquista tutti con la sua mineralità, e infine due outsider: la cantina sperimentale di Calalta, con tutti vini naturali che si distaccano dall'acidità che spesso contraddistingue questo prodotto ormai quasi modaiolo e ritrovano la qualità nella lavorazione artigianale, e la cantina di Gorizia Primosic, che ha fatto scorta di consensi grazie al suo orange wine (pinot grigio del 2016) coltivato nel cuore del Collio e macerato con le bucce. Passando ai rossi, non potevano mancare i calici di Amarone del 2008 proposti dalla cantina Guerrieri Rizzardi e il più austero, ma di grande corpo e morbidezza, Amarone di Tezza del 2012, che ha presentato anche l'etichetta, più profumata e ruffiana, Brolo delle Giare. A chiusura della giornata, infine, a ricevere più consensi è stato il passito presentato dalla cantina Quota 101, Il gelso di Lapo, esaurito nell'arco di qualche ora da quante richieste pervenute. Treviso Slow Wine è una manifestazione rivolta a ristoratori, gastronomie e a tutto il vasto pubblico degli appassionati del vino, che hanno così avuto la possibilità di conoscere alcune fra le migliori etichette delle aree interessate. Un viaggio che si snoda dal Trentino Alto Adige, a Verona con le aree del Custoza, Bardolino, Valpolicella e Soave, al Vicentino e al Padovano con Breganze e i Colli Berici e Euganei, a Treviso con l’Asolo Montello, le Colline del Prosecco e la zona del Piave, a Pramaggiore, proseguendo attraverso le Terre di Pianura e Le Colline Orientali del Friuli, il Collio, Isonzo e Carso, per concludersi nella vicina Slovenia.

Caterina Zanirato

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