31/03/2020

POLITICA ROVIGO

Felici nella sfiga? Magaraggia: “La storia dei polesani si può cambiare alle urne”

L'analisi della situazione nel capoluogo dei record (negativi)

Felici nella sfiga? Magaraggia: “La storia dei polesani si può cambiare alle urne”
Debbo iniziare questo 2019 ringraziando tutti gli operatori dell’informazione che permettono a voi cittadini di leggere, di informarvi. Sono loro, col lavoro quotidiano, festività comprese, spesso non ricompensati come richiederebbe, che si assumono la responsabilità di “mettere in pagina” articoli, lettere e opinioni. Un ruolo delicato e importantissimo, la professione giornalistica, inserita in Costituzione come quella degli avvocati e dei medici, e che dovrebbe funzionare da “cane da guardia” verso il potere politico e la magistratura. E’ nel pluralismo dell’informazione che i cittadini dovrebbero formare la loro opinione. E’ nel coraggio, nell’integrità e nell’indipendenza di tante di queste persone che potete informandovi, e formarvi. Leggendo inchieste e fatti portati alla luce, spesso senza guardare in faccia a nessuno. Ecco, in parte, qualche titolo di giornali registrato nel 2018, in una Rovigheto che precipita sempre più nel fondo. Redditi sempre più bassi per i polesani, fra i primi in Italia per inquinamento dell’aria, ultimi per risparmio energetico, pensioni bassissime, reati in calo, tra gli ultimi per rifiuti e smog, tra i primi per chiusura imprese, disoccupazione altissima più del Sud, ultimi in Veneto per indice di sportività, in testa per cambiali protestate e assegni scoperti. Se in mezzo a una umidità dell’aria, che sfiora quota 100, e a un capoluogo da terzo mondo, con commercio al collasso, viabilità sconsiderata come sanciscono le parziali classifiche sopra citate, i polesani restano muti, non si incazzano e pare siano addirittura contenti, non oso dire felici, mi viene spontanea una proposta. Nella prossima amministrazione cittadina si dovrebbe dar vita a un grosso centro studi nazionale che si occupi di questa patologia. Felici nella sfiga. Credo che rovigoti e i polesani, reduci da un recente passato costituito da miseria, fame, pellagra, analfabetismo, sfruttamento, evitino in qualche modo le situazioni che potrebbero renderli felici, meriti essere oggetto di studio. Evitando cambiamenti di vita, anche se potrebbero essere positivi. Forse per indole o ideologia o tara religiosa che identifica nel godere, gioire ed essere felici e contenti un brutto atteggiamento per se stessi e i propri cari. Ecco prevalere apatia e ansia di fronte a ogni possibile cambiamento, anche migliorativo. Basti pensare alla rincorsa, anche per chi poco guadagna, alle banche per depositare euro “...perché non sa mai cosa possa succedere...”. Non godendosi né l’oggi né il domani, in quanto nessuno di noi possiede “la data di scadenza”. Probabilmente un retaggio di noi ex campagnoli che, quando il cielo prometteva una grandinata che poteva distruggere un raccolto, un bilancio familiare, ci si affidava a Dio. Si accendevano rametti di ulivo benedetto “... a fulgore ed tempestate...” e si suonavano le campane. Spero che, in Comune a Rovigo, nel 2020, si usi invece la testa. E una semplice matita.

Roberto Magaraggia Civica Rovigo

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