Cerca

VIDEO

Scopri la gallery

VIDEO

FOTO

Scopri la gallery

FOTO

ESTRAZIONI

Torna l'incubo subsidenza in Polesine

Il consigliere Graziano Azzalin chiede al presidente Luca Zaia di prendere una posizione chiara contro le trivellazioni

Torna l'incubo subsidenza in Polesine
ROVIGO - "Gli interessi del territorio vanno difesi sempre, non a seconda del colore del Governo. E il silenzio della Regione non va bene: Zaia prenda una posizione politica forte sul rischio trivellazioni nel mar Adriatico". Il sollecito arriva da Graziano Azzalin, consigliere del Pd, che già in occasione del referendum del 17 aprile 2016 si era schierato contro le indicazioni nazionali del partito che invitava ad astenersi. " Le rassicurazioni del ministro Costa e del vicepremier Di Maio, che al solito ha dato la colpa a chi c’era prima, non sono sufficienti. Abbiamo già visto in questi pochi mesi quante promesse sono state disattese", insiste Azzalin preoccupato per i tre nuovi permessi di ricerca petrolifera, la cui autorizzazione è stata pubblicata sul Buig (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse) il 31 dicembre 2018. "Al largo del Delta - ricorda il consigliere polesano - si attendono gli esiti della procedura di Valutazione di impatto ambientale per estrarre gas metano da un giacimento a poco più di 12 miglia dalle coste polesane da parte della Po Valley operation, ma è un rischio che deve essere assolutamente scongiurato. In Veneto e soprattutto in Polesine il tema delle estrazioni è molto sentito: il territorio paga ancora per i disastri provocati dalla subsidenza. Per questo serve un impegno vero della maggioranza in difesa del territorio. C’è già una delibera in tal senso, non dovrebbe essere difficile per Zaia, che interviene sempre su qualsiasi argomento, ritrovare la parola. A meno che le ragioni di partito non debbano prevalere su tutto il resto".
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy