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LA LETTERA DEL PRESIDENTE

"Libri di Cibotto al macero? Ecco la vera storia"

Giovanni Boniolo scrive alla cittadinanza: "Avete letto il mio curriculum? Perché mai averei dovuto danneggiare la cultura?"

"Libri di Cibotto al macero? Ecco la vera storia"
ROVIGO - Il presidente dell'Accademia dei Concordi, Giovanni Boniolo, ha scritto una lettera indirizzata alla cittadinanza con un intento ben preciso: mettere fine una volta per tutte alle polemiche nate attorno alla vicenda dei libri donati dal giornalista e scrittore polesano "Toni" Cibotto all'Accademia dei Concordi, parte dei quali mandati poi al macero ( LEGGI ARTICOLO). "Ora basta - scrive - ecco tutta la verità". Di seguito la lettera integrale del presidente Giovanni Boniolo. Carissimi Concittadine e Concittadini, mi permetto di inviarvi questa lettera aperta per tentare di chiudere una vicenda triste nella sua evoluzione e meschina nei suoi contenuti. Consentitemi di esprimermi per punti. 1. Non mi sono mai presentato a voi. Pubblicamente sono il mio curriculum (basta digitare il mio nome su Google e trovarlo). Ho una laurea in fisica e una in filosofia. Ho la cattedra di Filosofia della Scienza e ho insegnato all’Università di Padova, all’Università di Milano e alla Scuola Europea di Medicina Molecolare sempre di Milano. Ora lavoro in un dipartimento medico dell’Università di Ferrara. Fra l’altro sono Ambasciatore Onorario della Technische Universitaet di Monaco (uno dei politecnici europei più importanti), dove sono anche fellow dell’Institute for Advanced Study. Sono consulente, o membro, o presidente di comitati di istituti europei e di progetti europei, oltre che di gruppi di lavoro ministeriali. Ho fatto conferenze in Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Ungheria, Croazia, Belgio, Austria, Svizzera, Grecia, Israele, Palestina, USA ecc. e praticamente in ogni luogo in Italia. Ho diretto in Italia una collana di libri per Bompiani e ora ne dirigo una per Meltemi. A livello internazionale ne dirigo una per Springer. Sono editor-in-chief di una della più importanti riviste internazionali del mio settore (edita dal gruppo Springer). In Italia ho pubblicato per Garzanti, Raffaello Cortina, Einaudi, Pearson, Bruno Mondadori, Mondadori Università, Meltemi, Bompiani ecc. Internazionalmente, per Springer, Cambridge University Press, Palgrave e  Routledge. Ho pubblicato circa 250 saggi a livello internazionale, circa 10 libri a nome mio e circa 10 curati. Sono uno dei filosofi italiani con il maggior impatto internazionale. E veramente qualcuno è così sciocco e in malafede da pensare che io possa mandare al macero libri con noncuranza e che voglia danneggiare la cultura? Mi sia consentito di sorridere per tale idiozia. Ma vorrei anche capire quali curricula hanno quei tre uomini e quella donna (i cui nomi sono ormai noti a tutti) che attaccano l’Accademia e la sua governance attuale. Di più, quale credibilità culturale o sociale italiana o internazionale hanno? 2. Un fondo librario, come chiunque sia entrato in una biblioteca sa, è un insieme di volumi ordinati e classificati all’interno di un quadro concettuale ben preciso che il bibliotecario progetta e realizza. Quando viene dato a un’istituzione un grosso quantitativo di libri che non siano già strutturati come "fondo", questo viene realizzato con grande e paziente lavoro che richiede tempo, personale e capacità. 3. Con lettera autografa del 12/6/2007, GianAntonio Cibotto disponeva che i suoi libri fossero dati all’Accademia dei Concordi affinché fosse realizzato un "fondo specifico" dando "ampia delega a compiere tutti gli atti necessari". Da allora il lavoro di raccolta dei suoi libri e di costruzione del fondo è stato eseguito dal personale della biblioteca Concordiana e alla sua morte tale progetto è stato portato avanti in continuo contatto con la curatrice testamentaria. Alla fine dell’esame di circa 40.000 volumi (ognuno analizzato individualmente: si pensi all’enorme mole di lavoro) si è arrivati alla realizzazione del fondo strutturato in classi di interesse. Dei circa 40.000 volumi, come è stato pubblicamente detto in occasione del convegno in memoria di Cibotto del maggio 2018, circa l’8-10% è stato ritenuto non inseribile nel fondo stesso per varie ragioni (doppioni, irrilevanza, incompletezza ecc.). Ovviamente - non occorrerebbe sottolinearlo - nessun elemento contenente note autografe o altri segni di Cibotto stesso o di corrispondenti è stato eliminato. Per altro nessuno dei tre uomini né la donna ora detrattori del lavoro svolto, furono presenti al convegno.  Comunque, quanto svolto fu elogiato in modo esplicito dalla curatrice testamentaria e da coloro che erano presenti in quell'occasione pubblica. Il fondo così strutturato è ora in corso di inventariazione (altro lavoro costoso, oltre che certosino e lunghissimo), in modo da metterlo a disposizione dei cittadini quanto prima. Alla fine del lavoro di classificazione sorse un problema: che fare del materiale non inserito nel fondo? Si pensò di donarlo ad altre realtà, ma da indicazioni esplicite tale via era preclusa, come pure quella della vendita, in quanto si voleva che solo il fondo strutturato fosse dato ai cittadini e che il materiale ritenuto non adeguato fosse smaltito. Si è quindi dovuto procedere in questo senso e visto che nel frattempo si era pure riordinata la biblioteca Concordiana e vi era del materiale non inventariato di scarto (calendari e altro non idoneo a essere catalogato) si è pensato di eliminare nello stesso tempo queste due parti. Si noti che per regolamento adottato dalla Concordiana in data 16/5/2007, ogni donatore accetta che il materiale che dona sia vagliato per capire se abbia valore e se possa essere catalogato tenendo conto che l’Istituto ha “il diritto di selezionare le unità documentarie da acquisire all’interno della raccolta”. Questo per l’ovvia ragione che se ogni biblioteca accettasse tutto quello che le viene dato, ogni biblioteca dovrebbe avere spazi (e costi e personale) infiniti. Una cosa banale che non dovrebbe essere spiegata a chi sa che cos’è una biblioteca o a chi ha una casa e ogni tanto deve riordinarla ed eliminare qualcosa per evitare che diventi un magazzino invivibile. Tra l’altro, se vi fosse stato da smaltire del materiale inventariato (cosa che non era!) questo avrebbe potuto essere fatto solo su autorizzazione esplicita della Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto-Adige. A questo punto, mi chiedo: Perché le bugie? Perché questo livore in malafede da parte di quei tre uomini e di quella donna contro l’Accademia che opera solo per il bene di Rovigo? Perché non parlare di ciò che l’Accademia è e sta facendo per la città? Personalmente non ho bisogno della visibilità dell’Accademia avendo avuto una vita serena e piena di soddisfazioni scientifiche e umane anche in giro per il mondo. Lavoro pro bono per l’Accademia, dedicando parte della mia vita, la mia competenza e le mie relazioni alla città. Ma sto perdendo tempo (e pazienza) per seguire le maldicenze o le offese gratuite. Ed è questo utile e saggio? Posso anche abbandonare tutto, senza alcun problema, e dedicarmi ad altro, ma farei felici quei tre uomini e quella donna che parlano senza essere, che parlano per mostrare a se stessi che esistono. Posso anche pensare alle vie legali, ma ha senso scendere legalmente in campo contro meschinità e bassezze? Perché dovrei accettare una lotta nel fango? Nel 2019 spero di organizzare un evento pubblico per portare a conoscenza lo stato di catalogazione del “fondo Cibotto”; spero pure di organizzare un seminario sul tema “Etica della comunicazione”.  Spero, comunque, che il 2019 porti consiglio a chi sta facendo dei danni alla città. Spero si ravvedano, almeno nell’oscurità della loro camera e nella solitudine della loro anima. Spero, speriamo. Un cordiale saluto e Buon 2019 a tutti con il solito sorriso ottimistico nonostante il degrado morale dei tempi in cui viviamo. Giovanni Boniolo
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