29/01/2022

RACCOLTA RIFIUTI A RISCHIO

Ecoambiente, gilet gialli e protesta dei lavoratori mentre il Prefetto incontra i sindaci del no

Sit in di tutte le sigle sindacali contro il blocco alla fusione di Pontecchio e Salara

12/12/2018 - 19:11

ROVIGO - Gilet gialli davanti alla Prefettura di Rovigo questa mattina, 12 dicembre. A protestare davanti all'ufficio territoriale del Governo, sono stati i lavoratori di Ecoambiente. In tanti, con bandiere e fischietti, si sono dati appuntamento in via Celio per chiedere al Prefetto un intervento politico e mettere finalmente la parola fine ai continui braccio di ferro tra i Comuni polesani in tema rifiuti, che come unico risultato hanno prodotto quello di mettere in pericolo la stabilità dei lavoratori di Ecoambiente che gestisce "in house" il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Polesine. Alla protesta dei dipendenti di ogni sigla sindacale (Fp Cgil, Fit Cisl di Padova e Rovigo, Uil trasporti, Fiadel e Ugl) hanno portato la propria solidarietà il vicesindaco di Rovigo ed assessore all'Ambiente Andrea Bimbatti, l'amministratore delegato di Ecoambiente, Ivano Gibin, e la componente del cda Alice Casetta. Intorno alle 12, una delegazione di sindacati e lavoratori è stata ricevuta dal prefetto Maddalena De Luca per un incontro al quale hanno partecipato anche i due sindaci dei comuni che rischiano di mandare a monte l'intero sistema di affidamento del servizio ad Ecoambiente, il primo cittadino di Salara Luca Prandini e quello di Pontecchio Simone Ghirotto. E dal vertice è emerso che il prefetto si impegnerà in prima persona per costituire un tavolo di discussione e sbrogliare la complicata matassa dell'intera vicenda. Il tavolo dovrebbe essere convocato già la prossima settimana (la data non è stata ancora stabilita) e dovrebbero prendervi parte, oltre ai sindaci Prandini e Ghirotto, anche i rappresentanti di Ecoambiente e del Consorzio Rsu. Per l'occasione i sindacati hanno già annunciato un nuovo presidio dei lavoratori. La questione, vale la pena ricordarlo, è quella del trasferimento dei beni consortili ad Ecoambiente, operazione sulla quale proprio il vertice della società aveva lanciato l'allarme nei giorni scorsi (LEGGI ARTICOLO) seguito a ruota da Benazzo (LEGGI ARTICOLO). "Ad oggi - aveva spiegato la società - 48 amministrazioni su 50 facenti parte del Consorzio Rsu Rovigo hanno approvato, nei rispettivi consigli comunali, la delibera inerente al conferimento dei beni produttivi del Crsu ad Ecoambiente, con la quale è stato anche implementato ulteriormente il controllo analogo sulla società, mediante alcune modifiche statutarie e l’introduzione di una specifica convenzione. Tutto ciò, fatte salve le prerogative del Consiglio di bacino, risulta propedeutico al rinnovo dell’affidamento ad Ecoambiente del ciclo integrato rifiuti, la cui scadenza è ora fissata al 31 dicembre 2020". I due Comuni in questione sono, come detto, Pontecchio Polesine e Salara, che rappresentano nella futura società lo 0,75% delle quote: entrambi, a differenza degli altri 48, non hanno ancora deliberato sugli stessi atti. Ma questo rappresenta un enorme rischio. Se non si trova una soluzione entro allora, ci sarà l’impossibilità di ricevere finanziamenti da istituti di credito per gli interventi strategici nel campo dello smaltimento dei rifiuti e si causerà un'emergenza gestionale con la l’esaurimento della capacità di conferimento dei rifiuti urbani presso la discarica di Taglietto 1, prevista per i primi mesi del 2020, e il conseguente costoso e non scontato ricorso ad impianti esterni alla nostra Provincia. "Ora che finalmente si promuoveva un percorso che aggrega in una unica azienda pubblica la raccolta (Ecoambiente) e gli impianti (Consorzio Rsu) - spiega Davide Benazzo della Cgil -, ci sono i distinguo. Un progetto industriale, gestionale e di sviluppo futuro che doveva nascere anni fa e che ci avrebbe almeno evitato le tante inutili e dispendiose lotte politiche, viene affossato da due comuni che, difficile comprenderne il perché, nutrono dei dubbi sul percorso… dubbi di che tipo? Di strategia politica? Di tipo tecnico?…. Sono pronte queste due amministrazioni ad assumersi la responsabilità delle possibili ricadute sui lavoratori di Ecoambiente, qualunque essi siano? E soprattutto, se quanto è stato proposto non va bene, qual è la proposta alternativa? Come Cgil, vista la situazione di poca chiarezza e certezza, riteniamo sia necessario un intervento del Prefetto". Con lui anche gli altri rappresentanti dei sindacati. Nico Silvestrin, della Fit Cisl di Padova e Rovigo, Claudio Scapin, della Uil Padova e Rovigo e Marcello Greggio, Fit Cisl Veneto. "Siamo molto preoccupati - commentano in coro -. Sono anni che portiamo avanti questo processo per garantire un futuro alle due aziende e basta il no di una piccola percentuale di territorio a mettere a rischio tutti i lavoratori. Serve responsabilità politica nelle decisioni che si prendono. Ora continueremo a protestare, anche nelle sedi dei comuni che non hanno approvato la fusione".

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