25/10/2021

LA RIFLESSIONE DI BRUSCO

"La sicurezza è cosa seria. E il problema non sono i migranti"

"La sicurezza è cosa seria. E il problema non sono i migranti"

23/11/2018 - 12:03

E' molto difficile intervenire sul tema sicurezza,  parlare di drammi e violenze terribili, che colpiscono le nostre famiglie. Ma è necessario farlo, perché ritengo che in tema di sicurezza, i potenti, ci stiano prendendo in giro. Cercare di convincerci che i principali problemi di sicurezza siano causati  dai migranti o altri emarginati, è una porcheria intellettuale e concettuale. La sicurezza è anche colpire i delinquenti tra i migranti, ma sarebbe ancor più necessario mettere in galera certi evasori e sfruttatori di povera gente, chi tratta e paga male  i lavoratori,  chi sfrutta la prostituzione, chi riduce alla fame e fa morire di malattie o guerre, centinaia di milioni di persone povere del  mondo, che in parte magari diventano migranti. Sono vergogne queste che ci impongono di valutare anche altri aspetti del problema sicurezza. Io ragiono sempre con dati alla mano, perché non farlo ti porta troppe volte fuori strada. Vediamo alcuni dati nazionali: - Omicidi – Sono passati dai 1063 del 1993 ai 397 del 2016. Un calo notevole, ma non sufficiente per abbassare la guardia. Poco meno di un terzo sono femminicidi, derivanti forse anche da una pesante carenza di educazione scolastica e famigliare, in tema di Pari Opportunità, materia che dovrebbe essere insegnata a scuola, a partire dalle elementari. Occorrerebbe poi una rete di servizi (per i quali certi governanti non mettono sufficienti risorse) e prassi per poter consentire alle donne e a tutti coloro che patiscono violenze, di poter denunciare ed essere protette/i  dalla possibile rappresaglia di esseri violenti che troppo spesso restano in giro e non in galera o istituto di rieducazione. La violenza è nelle nostre case. Lo è anche lungo le nostre strade, quando  mariti, genitori o altri uomini, vanno a comprare il corpo di donne disperate, sfruttate da  personaggi che praticano la forma più aberrante di schiavitù: lo sfruttamento della prostituzione. Ma perché invece dell’apertura delle case chiuse, non chiediamo l’approvazione di una legge con la quale si possano condannare all’ergastolo gli sfruttatori  della prostituzione? Insomma, prima occorrono forti interventi di carattere sociale ed educativo, poi pratiche repressive che colpiscano in modo esemplare gli sfruttatori e i violenti. - Morti sul lavoro – 749 nel 2016 e 746 nel 2017 (escludendo le morti di lavoratori che si recavano al lavoro o ritornavano a casa dal lavoro).  Sono dati che mostrano un numero di decessi, quasi  doppio rispetto a quello provocato dagli omicidi!!! Ma del bisogno di sicurezza in questo campo, non sentiamo molto parlare.  Molti nostri governanti si occupano soprattutto  della microcriminalità (in particolare se praticata da qualche immigrato), ma non affrontano bene questo problema, che andrebbe aggredito con una più forte organizzazione degli Uffici Provinciali del Ministero del Lavoro e delle ULSS. Per far funzionare bene queste strutture, nel tentativo almeno di ridurre le morti sul lavoro, occorrono più soldi dallo stato, più personale e mezzi per la vigilanza e repressione dei reati legati alla mancata sicurezza dei posti di lavoro. Basta famiglie distrutte da incidenti  nei campi, in fabbrica, in cantiere  o in ufficio!! - Morti in incidenti stradali -  nel 2017 aumentano i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016, +2,9%). Sono quasi 9 volte i morti da omicidio. E allora perché parliamo soprattutto di altra sicurezza e non ci occupiamo di più  delle migliaia di vite che ogni anno vengono perdute sulle strade? Perché non diamo agli enti pubblici (Province in primis) le risorse necessarie ad una adeguata manutenzione ed equilibrato sviluppo delle strade? Perché invece di mettere sulle strade velox segnalati anche a centinaia di metri prima, non li mettiamo nelle zone più pericolose, nascosti e senza segnalazione alcuna? Perché installiamo velo box che costano molto, ma poi funzionano solo qualche giorno al mese e, i giorni di funzionamento vengono molto prima resi pubblici dal comune proprietario di tali mezzi? Con tali misure, i furbi, anche nei centri abitati, frenano in prossimità del velox e poi si accelerano quanto vogliono! Abbiamo paura di perdere qualche voto per le multe che possono essere fatte? Anche qua, credo sia evidente che di fronte a più di 3.000 morti solo nel 2017, ci sarebbe bisogno di ben altra repressione, contro possibili  portatori di morte per se stessi e/o per altri innocenti. Meno velocità, meno morti e feriti! Se fosse per me, dovrebbero essere costituite pattuglie di agenti incaricate a trovare con alta tecnologia,  coloro che con la loro eccessiva e pericolosissima velocità possono portare morte e disgrazia in migliaia di famiglie. E nel caso di limiti superati in maniera scandalosa (senza adeguata giustificazione) andrebbe sequestrata definitivamente l’auto e ritirata per sempre la patente. E andrebbero premiati gli agenti che trovano questi possibili portatori di morte e li eliminano dalle nostre strade. La sicurezza è una cosa seria.  Ben diversi sono gli ambiti in cui il problema sicurezza andrebbe risolto. Ma chi governa spesso usa i migranti come specchietto per le allodole. Approfittano di una popolazione per gran parte senza adeguata sensibilità, che scarica  sui più deboli ogni suo problema, salvo poi accorgersi dell’amara realtà quando qualche disgrazia colpisce la propria famiglia. Abbiamo governanti che di fatto non risolvono i più gravi problemi di sicurezza.

Guglielmo Brusco Rifondazione Comunista Polesana

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