19/05/2022

COMUNE PORTO VIRO

"Difformità": ordinata la demolizione di parte del gattile

La decisione del sindaco Maura Veronese

"Difformità": ordinata la demolizione di parte del gattile

17/11/2018 - 07:38

PORTO VIRO - Il sindaco di Porto Viro Maura Veronese, come più volte annunciato (LEGGI ARTICOLO), ha deciso di firmare l'ordine di demolizione di parte della struttura nota come "gattile", realizzata vicino alla Romea e da tempo al centro delle polemiche, sia per la sua mancata apertura, sia per la procedura che dovrà essere seguita per l'affidamento. Alla base dell'ordine di demolizione ci sarebbero difformità tra quanto previsto e autorizzato e quanto in effetti autorizzato. Contestualmente, il Comune avrebbe anche disposto la presentazione di un esposto in Procura, atto ritenuto dovuto.
A spiegare la situazione, con un proprio documento che qui riportiamo, è proprio il sindaco.  Ritorno sull’argomento con questo ultimo comunicato (il primo pubblicato sulla pagina facebook "La Porto Viro che vogliamo" il 28 giugno e il secondo il 1 luglio). Comprendendo si tratti di un argomento che scalda gli animi, proprio per la passione dei volontari interessati all’ultimazione del gattile e di tanti animalisti, e che ha scatenato diverse polemiche fomentate da una cattiva informazione, cercherò di spiegare i termini della questione sintetizzando il più possibile. 1.       Come già spiegato in un precedente comunicato, il progetto “oasi felina” è nato sotto l’amministrazione Giacon. 2.       Dopo lo stanziamento di 20.000 euro, insufficiente a terminare il progetto, l’amministrazione di allora ne aveva versati altri 12.000. Ancora insufficienti a terminare l’opera. 3.       Nel periodo di commissariamento del nostro Comune, probabilmente a causa dei problemi autorizzatori, il commissario prefettizio ha deciso di non terminare il progetto. 4.       Dopo pochi mesi dalle elezioni, dovendo fare fronte a questa “eredità” abbiamo completato il progetto così come era stato concepito. Dal confronto con Ulss però erano state evidenziate diverse criticità: sono diverse le prescrizioni imposte dalle norme e per poter ultimare la cosa si sarebbero resi necessari altri fondi. In quel momento viene rilevato come si tratti di un progetto che è stato realizzato in modo abusivo da un punto di vista concessorio perché privo di un permesso a costruire e/o titolo autorizzativo (vedi delibera comunale). 5.       Le polemiche seguite a questa mia comunicazione, che aveva lo scopo di motivare il nostro “ritardo” nell’ultimare e concedere l’oasi felina, sono state rincarate dalla posizione dell’ex sindaco che ha continuato a sostenere la regolarità della sua iniziativa, esibendo anche documenti a suo sostegno. Giacon ha mostrato la determina del dirigente comunale per l’impegno di pagamento anticipato e la richiesta ai beni ambientali (trattandosi di zona vincolata) con allegata la planimetria del progetto. Il tutto però, sottolineo, senza vi fosse alcun permesso di costruire e/o titolo autorizzativo 6.       A seguito del recente accesso agli atti, richiesto dalla presidente dell’associazione Oasi Onlus, è emerso un altro abusivismo oltre all’aspetto concessorio. Quanto realizzato, sia per quanto riguarda la dimensione che la collocazione ambientale, è difforme dalla richiesta e dalla planimetria presentata alla Commissione Beni Ambientali di Verona. Si tratta quindi di una difformità paesaggistica cioè, esemplificando, c’è un notevole  aumento di cubatura e in più la zona dichiarata ai Beni Ambientali è differente rispetto a quella in cui è stato iniziato il lavoro. Come è noto, in caso di difformità paesaggistica, la Commissione Beni Ambientale non ammette la sanatoria. 7.       Ci siamo interrogati chiaramente sul futuro del bene, nel tentativo di verificare la possibilità di altre soluzioni ma rispetto a quanto emerso, non potendo in alcun modo agire diversamente, è stata emessa un’ordinanza di rimozione (ingiunzione alla rimozione di opere eseguite in difformità) che dovrà essere prestata dalla ditta affidataria dei lavori per la realizzazione del progetto. 8.       Secondo principi di trasparenza e responsabilità, è stata infine doverosa la segnalazione contestuale alla Procura della Repubblica.

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