19/05/2022

SULLE BARRICATE

Cur, docenti e studenti in protesta contro il taglio del personale: “Giù le mani dai lavoratori”

Sit in di oltre duecento persone nella sede di viale Porta Adige

13/11/2018 - 16:18



ROVIGO – Oltre duecento tra studenti e docenti del Cur hanno preso parte questa mattina, nella sede di viale Porta Adige, alla manifestazione di protesta contro i tagli al personale della struttura universitaria di Rovigo. La spada di Damocle della perdita del lavoro pende sulla testa di sei dipendenti sui 12 complessivi. Un dimezzamento che rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui servizi che il Consorzio università offre attualmente, come sostengono Paolo Zanini (Fp Cgil) e Cristina Garbin (Uil Fpl), rappresentanti delle sigle sindacali scese in campo in difesa dei dipendenti che nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale (VEDI IL SERVIZIO). “Siamo qui oggi per dimostrare la nostra solidarietà a chi, dopo anni di lavoro e di richieste di stabilizzazione contrattuale, rischia di perdere tutto – spiega in una nota Jacopo Rampon, rappresentante di Udu Rovigo - Dimezzare il personale significa dimezzare la qualità dei servizi, già carenti sotto alcuni aspetti, erogati dal Cur”. Parole alle quali fa eco Pietro Notarnicola, senatore accademico dell'Università di Padova, della lista Studenti per - Udu Padova: “Si tratta dell’ennesimo esempio di come a contare non siano gli studenti e la tutela al diritto allo studio, ma il bilancio economico dell’ente. Noi non ci stiamo, siamo stanchi di questo costante disinteresse per il nostro futuro”. In mattinata, durante la protesta pacifica, si sono alternati gli interventi proprio degli organizzatori del sit in, studenti e professori. Tutti insieme, dalla stessa parte della barricata, per tutelare una struttura che, grazie ad una segreteria e ad una serie di servizi ben funzionanti, loro stessi definiscono eccellente: “Grande professionalità, straordinaria cortesia e dedizione, efficacia nell'accoglienza delle diverse richieste”. Il tutto citando don Lorenzo Milani: “A cosa serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?”. O il valore dell'educazione pubblica secondo Condorcet: “L'istruzione pubblica è un dovere della società verso tutti i cittadini”. Al sit in non sono mancati le presenze dei rappresentanti politici della città e della provincia di Rovigo. Dal sindaco Massimo Bergamin affiancato dall'assessore all'Istruzione Susanna Garbo che, esprimendo la massima solidarietà ai lavoratori, ha ribadito come il Comune abbia sempre fatto la propria parte per la salvaguardia del Cur e dei suoi lavoratori, al consigliere regionale Graziano Azzalin, ex vicesindaco di Rovigo, che aveva annunciato la propria presenza alla manifestazione, oltre a Diego Crivellari, già deputato del Pd, e Sandro Quadrelli di Articolo 1. E se Bergamin, che in questo momento sta partecipando all'assemblea dei soci del Cur riuniti in Camera di commercio proprio per affrontare anche il nodo dei dipendenti a rischio (questione che gli ha causato notevoli problemi con il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù e le forze di maggioranza che a quest'ultimo fanno riferimento tanto da ventilare aria di crisi in Comune – LEGGI ARTICOLO), ha ribadito come il fulcro della questione sia soprattutto il fatto che alcuni dei sei lavoratori siano precari da oltre 10 anni, Azzalin ricorda come nel periodo in cui era vicesindaco l'impegno del Comune per il Consorzio universitario superasse i 200mila euro all'anno, una cifra ben lontana dai 45mila erogati quest'anno da Palazzo Nodari. “L’Università a Rovigo deve essere una priorità, per questo serve un’azione politica determinata per il consolidamento e il rilancio guidata dal Comune e che coinvolga gli altri soci pubblici, Provincia e Camera di Commercio”. “È intollerabile – prosegue Azzalin - che questi addetti, precari già da 15 anni, restino a casa. Certo il taglio di 100mila euro di finanziamenti da parte della Fondazione Cariparo è un problema, però l’amministrazione dica se l’Università a Rovigo rappresenta una priorità. I fatti, al momento, dicono di no. Invece crediamo che sia necessaria a questo territorio come l’aria, per costruire nuove professionalità e un futuro diverso per tanti giovani. Se vogliamo guardare al passato siamo scesi dai 206mila euro della Giunta Merchiori ai 45mila di oggi. Al di là della precarietà finanziaria che riguarda tutte le amministrazioni, deve esserci la volontà politica che passa sia attraverso l’adeguamento delle risorse sia dalla costruzione di rapporti migliori con la Fondazione Cariparo”. Intanto da Palazzo Nodari, l'assessore Garbo fa sapere che una proposta è stata avanzata da Comune e Provincia nei confronti della Fondazione Cariparo, vero e proprio motore economico del Cur: mantenere inalterato l'impegno economico per un altro anno, ovvero per l'intero 2019. “Lo avevamo chiesto ancora ad aprile – precisa l'assessore - quando il presidente della Fondazione era ancora Antonio Finotti. Però la Fondazione sostiene che due sedi siano troppo dispendiose. E ce lo ha fatto capire decidendo per il taglio di 100mila ai contributi per il prossimo anno, da 850mila a 750mila euro. Per la Fondazione è la 'struttura Cur' a pesare più che l'università in sé perciò ha chiesto di rivedere l'entità ed il soggetto Cur rispetto a com'è adesso. Noi come Comune è da tempo che chiediamo delle modifiche allo statuto ed entro il 28 febbraio 2019 ci impegniamo affinché il 'nuovo' statuto sia dal notaio. Per questo entro il 31 dicembre 2018 ogni soggetto deve aver formulato le proprie proposte di modifica”.

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