18/01/2022

LENDINARA

"C'è veleno nell'acqua". Poi il narcotico. Nono caso

Anziani nel mirino, i consigli dei carabinieri

"C'è veleno nell'acqua". Poi il narcotico. Nono caso

06/10/2018 - 06:12

LENDINARA - Emergono nuovi, raggelanti particolari del furto commesso a Lendinara ai danni di una anziana, presa di mira da un finto tecnico dell'acquedotto che, purtroppo, questa volta ha realizzato un bottino che neppure lui si sarebbe mai aspettato. Oltre 7mila euro in contanti, contenuti nella cassaforte a muro che ha avuto tutto il tempo di sfilare e portare via, ma anche tutte le medaglie e i trofei che il marito della donna, ai suoi tempi campione italiano, europeo e mondiale di ciclismo tra i dilettanti, aveva raccolto in anni di soddisfazioni (LEGGI ARTICOLO). Emerge anche un dato numerico impressionante: sarebbe almeno il nono colpo di questo tipo, così come emerge un precedente, nella medesima giornata, per fortuna non andato a buon fine. Secondo le prime ricostruzioni della vittima, quando il giovane con il gilet arancione che in effetti spesso i suoi colleghi - quelli veri - indossano, si è presentato alla porta, ha spiegato che già nei giorni precedenti c'era stato un controllo. Non ha neppure avuto il tempo di finire che il delinquente l'ha terrorizzata. "Signora - avrebbe detto - lei non ha idea di cosa sia accaduto. Hanno messo del veleno nelle tubature". Al comprensibile spavento ha fatto seguito una serie di indicazioni urgentissime: aprire via via tutti i rubinetti, prima facendo arrivare l'acqua fredda, quindi quella calda. E' in questa fase che sarebbe arrivata la seconda parte della truffa, con l'anziana che si sarebbe vista spruzzare in faccia dell'ammoniaca, dal fortissimo odore, sia per simulare la presenza del "veleno", sia per intontirla e fiaccare la sua resistenza, già indebolita dalla paura. A quel punto, quasi senza pensare, avrebbe eseguito in automatico le successive indicazioni del tecnico: raccogliere soldi e preziosi e chiuderli nel frigo, alla luce di un imminente pericolo di incendio e di contaminazione, indicare la cassaforte, successivamente smurata e fatta sparire. Ora, mentre i carabinieri indagano, la donna e il marito vogliono lanciare un monito ad altri, perché facciano attenzione e non cadano nel medesimo tranello. Da parte loro, le forze dell'ordine invitano sempre a verificare se chi si presenta alla porta sia davvero chi dice di essere, contattando gli enti, le istituzioni o le società dalle quali si dice inviato. Al minimo dubbio, chiamare il 113 o il 112. Ricordare che i veri tecnici non chiedono mai di vedere dove vengano custoditi contanti o gioielli.

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