18/01/2022

IL CASO AD ADRIA

"Borghi autentici: non è ancora finita"

L'analisi di Patrizia Bartelle

"Borghi autentici: non è ancora finita"

19/09/2018 - 06:50

ADRIA - “Il dilemma della questione 'Adria borgo autentico nelle terre dei grandi fiumi'  è quello di scoprire da quale capitolo o capitoli, il comune abbia prelevato le risorse  economiche (oltre 114mila euro) per coprire quelle spese previste nel progetto in questione". Lo afferma la consigliera regionale Patrizia Bartelle, dopo la notizia della sentenza della Corte dei conti regionale per il Veneto, che ha assolto dalle contestazioni erariali quanti erano stati chiamati a giudizio (LEGGI ARTICOLO). "Risorse - prosegue Bartelle - che inizialmente dovevano arrivare da  Avepa, ma in seguito all’evento flop del dicembre 2014  e ad una  mala gestione della giunta Bobo, sono state prelevate dalle tasche dei cittadini. Una sentenza per la quale non vi è stato danno erariale perché  la spesa, stando a quanto risulta dagli atti, è risultata in ogni caso coperta da risorse dell’ente che ha destinato somme di altri capitoli di spesa a copertura di somme non ricevute. In pratica non essendoci danno erariale la corte dei conti non è entrata nel merito di altre considerazioni come l’affidamento, il codice degli appalti". "Vero è – prosegue Bartelle - che con questa sentenza il caso 'Adria Borgo Autentico nelle terre dei grandi fiumi' non è ancora chiuso, in primis perché non è ancora stata definita la data al Tar Veneto riguardante il ricorso che  verte sulle somme liquidate da Avepa al Comune di Adria,  di molto inferiore  a quanto inizialmente comunicate nel mese di Gennaio 2014, con apposita missiva. In secondo luogo, perché ad ottobre è prevista l’udienza presso il tribunale di Rovigo, relativa al ricorso avverso la sentenza del giudice di pace inerente la mancata tracciabilità dei flussi finanziari nella liquidazione delle fatture, emessa dall’associazione borghi autentici d’Italia. E come terzo motivo, per la vicenda penale  riguardante l’assessore Patrizia Osti per il reato di abuso d’ufficio, inerente l’affidamento della predetta società, in quanto con la sua condotta ha avvantaggiato il sodalizio oggetto della vicenda”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


Notizie più lette