27/10/2020

PO A SINISTRA

La certezza (e la chiarezza) della pena sono le chiavi della sicurezza

La certezza (e la chiarezza) della pena sono le chiavi della sicurezza
Ho sempre pensato che chi delinque, per non ripetere più un crimine, deve essere messo in condizione di avere la consapevolezza che il sistema giustizia lo punirà e che la punizione sarà giusta e scontata per intero. Questo, per me, significa vivere in uno stato di diritto, ovvero uno stato dove le regole esistano e siano chiare, così come chiari devono essere i diritti e i doveri di ogni persona. Nelle scorse settimane la nostra provincia è stata macchiata da alcuni orribili crimini. Tre rapine, ai danni di anziani che risiedevano in zone isolate, con pesanti violenze sulle vittime, per bottini di poche centinaia di euro, hanno creato un clima di allarme e paura che solo grazie alle indagini e al lavoro dei carabinieri di Verona, Rovigo e Castelmassa, sono riusciti a placare, concludendosi con l’arresto di quattro rapinatori nordafricani dopo l’ennesimo colpo in provincia di Mantova. La prima azione delle forze dell’ordine è stata quindi positiva; attraverso un attento lavoro di indagine e il dispiegamento di forse sul territorio, ha liberato le strade da quattro pericolosi e violenti delinquenti, rimettendoli nel posto che meritano. Ma il tutto non si ferma qui. Il percorso della democrazia ora passerà la palla al sistema giudiziario, che dovrà valutare e condannare i delinquenti e qui nasce una preoccupazione perché, stando a molte ricostruzioni giornalistiche spesso il cortocircuito pare verificarsi qui. La confusione regnante nelle nostre norme, con reati che prevedono pene arbitrarie, spesso con termini minimi che sembrano vanificare il lavoro delle forze di sicurezza. Mi è capitato a più riprese di parlare con membri delle forze dell’ordine scoraggiati dalla giustizia: anni di lavoro vanificati dalla concessione di attenuanti, di pene accessorie, con delinquenti che quasi sembrano deridere poi lo stato; e come non ricordare le telefonate di quei predoni che parlavano del sistema giustizia italiano come di un eldorado che non faceva neanche il solletico? E come posso dimenticare di aver assistito a un assalto al bancomat di fronte a casa, provando una paura enorme di fronte all’esplosione e alla vista del palo armato di mitraglietta, quando poi gli inquirenti mi hanno detto che probabilmente, anche se avessero catturato i malviventi, questi non avrebbero fatto un giorno di carcere in quanto il reato, se non connesso a ferimento di persone, era stato depenalizzato? Quante colpe può avere, in questo, la politica? Tutto questo non può che farci riflettere. Lungi da me un sistema della giustizia fai da te dove ognuno si sente in diritto di fare ciò che vuole, magari sparando all’impazzata dalla finestra di casa. Ma non possiamo tralasciare il fatto che i nostri carabinieri, la nostra polizia, tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, rischiano ogni giorno la vita per la nostra sicurezza. E che il loro lavoro necessita di un maggiore rispetto. Allora, bene il tema della certezza della pena, ma che alla certezza si accompagni anche una chiarezza di fondo non attenuabile da una eccessiva arbitrarietà della giustizia.

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