25/10/2020

ALLARME IN ALTO ADRIATICO

"La nuova area protetta rischia di uccidere la pesca"

Lo lancia il consigliere regionale Graziano Azzalin

"La nuova area protetta rischia di uccidere la pesca"
ROVIGO - “La creazione di un Sic (Sito d’importanza comunitaria) nell’Alto Adriatico rischia di avere gravi ripercussioni sulle attività di pesca". A lanciare l'allarme il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin, polesano di Rovigo, certo non contrario alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, ma che ritiene che, in questo caso, si potrebbe procedere con maggiore e migliore pianificazione. "Zaia batta un colpo e intervenga sul Governo - prosegue - considerato che la delega è in mano al sottosegretario ed ex assessore Manzato, pure lui finora assente ingiustificato”. Azzalin rilancia le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria e dalla Regione Emilia Romagna. Tutto nasce dall’apertura di un caso Eu Pilot nel 2016 da parte della Commissione europea, riguardante anche l’insufficiente istituzione dei siti marini da parte dell’Italia. A inizio 2017 il ministero dell’Ambiente ha contattato Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia per avviare un percorso finalizzato all’istituzione del Sic in questione per tutelare i tursiopi (ossia delfini e mammiferi marini) e la tartaruga marina Caretta caretta, chiedendo di presentare eventuali osservazioni. “Finora Pan e soprattutto Zaia che, interviene su qualsiasi argomento, sono stati zitti e invece non c’è tempo da perdere. Entro settembre il ministero invierà alla Commissione europea un documento contenente anche l’ambito geografico del nuovo Sic, che, così come configurato, non sembra lo strumento migliore per lo scopo prefisso. Con una delimitazione dettata solo dalle acque territoriali senza definire le misure di conservazione e in assenza di una dettagliata distribuzione dei principali elementi di minaccia come pesca, traffico navale e inquinamento, rischiano di non ottenere alcun beneficio a fronte di costi, elevatissimi". "Ogni azione deve valutare a monte gli effetti ambientali, ma anche quelli economici e sociali connessi. Il mare ha bisogno di tutela, però non si possono prendere decisioni che andrebbero a danneggiare un settore già in seria difficoltà senza confrontarsi preventivamente con tutti i portatori di interesse. Le associazioni di categoria (Agrital, Legacoop Agroalimentare, Federcoopesca, Coldiretti Veneto-Impresa Pesca) hanno chiesto alla Regione di convocare con urgenza il Distretto di pesca Alto Adriatico, finora però non c’è stata alcuna risposta”. “Su questo tema è necessaria una presa di posizione forte da parte del consiglio - aggiunge in chiusura Azzalin, lanciando una proposta - Visto che abbiamo il dovere di stare vicino alla gente ascoltando le preoccupazioni del territorio, si faccia una seduta straordinaria a Chioggia per parlare di tutte le problematiche riguardanti la pesca, uno dei settori trainanti per l’economia veneta. Questo sì che avrebbe senso, a differenza di una sceneggiata ad alta quota per discutere di materie su cui non abbiamo la minima competenza, solo per farsi fotografare con il Leone di San Marco”.

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