Cerca

VIDEO

Scopri la gallery

VIDEO

FOTO

Scopri la gallery

FOTO

PILLOLE DI FUTURO

Innovazione e talento cambiano il mondo: successo per le storie dei protagonisti

Apprezzatissimo l'evento "Iceberg" di Marketing Arena e Identity Atlas in Accademia dei Concordi

ROVIGO – È stata una Sala Oliva gremita, quella che ieri, giovedì 28 giugno, ha accolto i relatori di Iceberg, l’evento del ciclo “Pillole di Futuro” promosso da Marketing Arena e Identity Atlas, rispettivamente agenzia di web marketing e studio di comunicazione visiva del rodigino, ideatori e promotori di questi appuntamenti itineranti dedicati all’innovazione. Dalla musica, allo sport, dallo studio ai percorsi di carriera, gli speaker presenti si avvicendano in un carosello di storie, provocazioni e testimonianze sul tema del talento. A confronto, settori tra loro anche molto diversi, com’è nello stile di “Pillole di Futuro”, riuniti attorno all'interrogativo “Di cosa parliamo quando parliamo di talento?”. Ad aprire la serata è stato Giorgio Soffiato, amministratore delegato di Marketing Arena, che ha chiesto ai relatori di dare il loro punto di vista su alcune delle sfide da sempre legate al talento: si nasce geni o servono le famose 10mila ore di lavoro per diventare bravi in qualcosa? Quanto fa la narrazione sul talento rispetto al talento stesso? A dominare la prima parte dell’incontro, moderato da Alberto Casna, client director di Marketing Arena, sono state le storie di alcuni professionisti che con il talento, proprio e altrui, ci lavorano. Ha introdotto Francesco Pavani, vocational counselor ed esperto di politiche attive del lavoro che ha legato indissolubilmente i talenti ai bisogni individuali e ha suggerito che le grandi prestazioni esistono perché qualcuno ci ha permesso di percepire i nostri bisogni e quindi di poterli esprimere. Questo è quanto è successo a Matteo Trentin, primo oboe dell’Orchestra di Bologna, che fin da ragazzino, da studente del Conservatorio di musica Venezze di Rovigo, aveva facilità a fare cose che per altri risultavano difficili. Dote, quest’ultima, insufficiente da sola a fare un musicista di talento: ciò che serve è il talento artistico, per suscitare emozioni nel pubblico e un grande lavoro di studio e preparazione per garantire performance di qualità durante i concerti. E sul tema della preparazione si sono inseriti gli interventi di Marco Cosmo, direttore di Alumni Cafoscari, la community che riunisce gli ex-studenti dell’Ateneo e supporta un’estesa rete di competenze e di persone (sono oltre 10.000 solo i soci iscritti) e Riccardo Galli, co-fondatore di Meritocracy, la piattaforma di recruiting che interviene sulla difficoltà, per le aziende, di individuare candidati realmente idonei alle loro ricerche. Riccardo ha raccontato come, dalla sua costituzione, Meritocracy abbia gestito oltre 300mila domande di lavoro e trovato più di 10mila posti di lavoro. Ha proseguito la riflessione Laura Bortoloni, direttore artistico di Identity Atlas e unica speaker donna della serata per l’impossibilità delle altre professioniste invitate a essere presenti. Laura ha presentato una modalità alternativa al curriculum vitae per rappresentare il proprio percorso professionale (www.nonresume.me), che tiene conto anche di ciò che una persona sceglie di non fare e degli eventi significativi che normalmente non finiscono nel classico “cv” ma che rivelano talenti e abilità preziosi del candidato. Sì, perché il segreto non è il talento, secondo quanto ha incalzato poco dopo Vittorio Munari, noto allenatore di rugby e cronista sportivo: è l’uso che si fa del talento a fare la differenza, le scelte che si compiono, l’investimento che facciamo su noi stessi: ciò che facciamo - e non facciamo -, di quello che abbiamo. E su queste parole non ha potuto che intervenire Alex Pezzoli, rodigino attivo all’estero nel settore bancario e finanziario, che ha scelto di sganciarsi da ruoli subordinati e avviare la propria attività di consulenza finanziaria in Svizzera facendo della resilienza uno stile e del talento un’ossessione. Ha chiuso la serata Vladi Finotto, economista, professore associato a Ca’ Foscari che ha proposto uno sguardo critico sulla narrazione e l’eccessiva celebrazione del talento in favore di un approccio che supporta i giovani anche non necessariamente talentuosi dalla nascita e incentiva la loro formazione, aumentando le chances che il loro talento possa manifestarsi in un secondo momento. Soddisfatti Bortoloni e Soffiato per la serata e per la risposta della città: “Organizzare Pillole di Futuro è per noi un impegno, costa tempo e fatica ma ci teniamo moltissimo. Ogni anno ci chiediamo qual è l’argomento su cui vorremmo saperne di più e ci attiviamo per organizzare un appuntamento di Pillole su quel tema. I nostri staff si mettono al lavoro, sono bravi e credono come noi che Rovigo non sia una scusa, ognuno di noi può fare molto da qui”. Pillole di Futuro è un progetto di Marketing Arena e di Identity Atlas che indaga l’innovazione attraverso le storie delle persone che la stanno facendo sul campo. Costruisce incontri itineranti, di volta in volta incentrati su argomenti diversi, con lo scopo di riflettere sui fenomeni emergenti attraverso "storie speciali di persone normali” invitate a raccontare il loro percorso e a condividere il loro punto di vista sul tema. Il format prevede che ogni intervento duri al massimo 10 minuti. Negli anni il format di Pillole è stato portato in diverse città - Treviso, Verona e Mestre per citarne alcune - e ogni volta ha scelto di dare la parola non tanto a grandi guru o relatori "acchiappa pubblico" ma a quelle persone che l’innovazione la pensano e la costruiscono dal basso, magari anche nel garage di casa propria.
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy