01/04/2020

PO A SINISTRA

Per la Provincia bisogna dire grazie al presidente Trombini

Per la Provincia bisogna dire grazie al presidente Trombini
Dovevano essere rafforzate (prima), poi ridimensionate, infine cancellate. Eppure le province sono ancora lì, a gestire funzioni importanti (scuole, ambiente e strade su tutti), senza risorse, con un calo drastico di personale, senza dirigenti. Con amministratori che, a tempo perso, ma con tutte le responsabilità di prima, stanno cercando di gestire al meglio quelle funzioni, in un’incertezza che arreca preoccupazioni e instabilità. Per questo, credo che chi oggi si è assunto l’onere di provare ad amministrare (a gratis) gli enti provincia, debba avere un profondo ringraziamento e da parte dei cittadini che da parte degli amministratori locali. Grazie è una parola che gli amministratori locali sentono raramente. Per cittadini sempre meno informati, o iper-deviati dalle informazioni (non sempre corrette e coerenti) dei social, tutto è dovuto. Puoi fare benissimo una cosa che hai fatto solo il tuo dovere. Se la fai male o non la fai sei incompetente o inetto, e magari vieni insultato da chi non ha fatto una seduta di consiglio comunale in vita sua, o non si è mai rapportato con una struttura di un ente pubblico o con gli effetti di una legge, una direttiva comunitaria, una circolare ministeriale. Eppure, nonostante tutto, nonostante il non completato iter della tanto vituperata legge “Del Rio”, nonostante un referendum costituzionale fallito, le province hanno continuato a funzionare, hanno continuato a tenere aperte e gestire scuole, a programmare offerta formativa, a occuparsi di temi caldi per il territorio come la pesca. E l’hanno fatto grazie a chi è rimasto (dirigenti e personale) e grazie soprattutto a chi ha voluto fornire il proprio lavoro e il proprio alto servizio perché il coordinamento dei comuni potesse proseguire al meglio. È per questo motivo che, ritengo, come sindaco e come cittadino (e sparo valga per tutti i miei colleghi) di dover esprimere un profondo ringraziamento al presidente Marco Trombini e ai suoi collaboratori per aver continuato a portare avanti le tradizioni di un ente che reputo ancora importante, specie per un territorio frammentato come il nostro. Trombini è stato, in questi quattro anni, un punto di riferimento per noi tutti, non ha mai fatto mancare una disponibilità a incontri, valutazioni, analisi sui problemi del territorio. Ha continuato a farlo lavorando e gestendo al meglio il suo comune, Ceneselli, in cui sta svolgendo il terzo mandato consecutivo come sindaco. E ha svolto il suo compito senza essere uomo di parte, ma in grado di dialogare con sindaci di orientamento diverso, con enti e associazioni che hanno trovato in lui un punto di riferimento A mio avviso (ma non mi permetto di ragionare in casa altrui) il presidente sarebbe stato un autorevole candidato al parlamento, in cui sicuramente, se eletto, sarebbe riuscito a farsi carico dei problemi del territorio. Ma le vie e le porte della politica, spesso, hanno corridoi oscuri e di difficile lettura. Per quanto mi riguarda, sarò sempre grato al presidente per il modo coraggioso e onesto con cui ha interpretato un ruolo che, negli ultimi anni, deve essere stato una lunga ascesa al calvario.

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