17/01/2022

LA MAXI INDAGINE

Partivano dal campo nomadi per derubare anziani

"Il bottino veniva venduto a Occhiobello"

Partivano dal campo nomadi per derubare anziani

08/06/2018 - 15:43

ROVIGO - Dalle prime ore di oggi, a Ferrara e Reggio Emilia, i Carabinieri della Compagnia di Ferrara con la collaborazione dei militari del Reparto Operativo provinciale e delle Compagnie di Portomaggiore, Copparo e Cento, con il supporto dei Comandi di Reggio Emilia e Valdagno, nonché con l’intervento di personale del 5° reggimento “Emilia Romagna”, del Nucleo cinofili di Bologna e del Nucleo elicotteri di Forlì, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ferrara Silvia Marini, su richiesta avanzata per conto della Procura dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino. Altri due soggetti saranno deferiti in stato di libertà per le medesime ipotesi delittuose contestate agli altri indagati. L’operazione conclude un’attività d’indagine avviata nel mese di settembre 2017 e conclusa oggi, supportata, secondo gli investigatori da numerosi riscontri derivanti dalle attività tecniche eseguite, che ha permesso di documentare, e quindi disarticolare, l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere dedita alla commissione di furti in abitazione e ricettazione, in particolare di monili in oro, operante prevalentemente nella provincia di Ferrara.  A vario titolo, sono stati attribuiti come ipotesi investigative, ai dieci soggetti indagati ben 37 capi di imputazione così suddivisi per 24 furti in abitazione, 10 ricettazioni, 1 riciclaggio e 2 utilizzi indebiti di carte che abilitano al pagamento ed al prelievo di denaro contanteL’indagine ha avuto inizio al fine di contrastare la particolare recrudescenza del fenomeno dei furti in abitazione, uno dei reati più diffusi e che desta maggior allarme sociale. Sin dai primi accertamenti l’attenzione si è focalizzata su un gruppo di rom italiani, di origine sinti, per lo più residenti o comunque domiciliati presso il campo situato in via delle Bonifiche a Ferrara. "L’attività - spiega la dettagliata nota stampa dei carabinieri estensi - ha permesso di accertare l’esistenza di un associazione per delinquere basata sulla stabilità dell’accordo, l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti, con compiti e ruoli predefiniti tra i sodali. E’ emerso che il sodalizio prediligeva le abitazioni isolate, poste in zone rurali della provincia di Ferrara ed in alcuni casi del modenese, colpendo nelle prime ore serali ed evitando le arterie principali ed approfittando del buio e del fatto che le abitazioni fossero temporaneamente incustodite per motivi di lavoro o esigenze familiari". I raid predatori - prosegue questa ricostruzione dei fatti - compiuti sono tutti accomunati dall’aver avuto come punto di partenza e di ritorno sempre il campo nomadi di via delle Bonifiche, il modus operandi attuato è sempre stato il medesimo. "Dopo l’individuazione dell’abitazione da colpire - prosegue la nota stampa - gli autori materiali del furto venivano scaricati vicino all’obiettivo dall’autista di turno, il quale si allontana quindi di qualche chilometro col veicolo fino a quando non veniva contattato telefonicamente ed invitato dai complici per provvedere al recupero". Le abitazioni colpite, secondo questa ricostruzione dei fatti, erano tutte momentaneamente incustodite e si è visto che per verificare la presenza di qualcuno all’interno dell’abitazione individuata, il sodalizio era solito suonare al campanello facendo finta di chiedere informazioni per non destare sospetti se qualcuno avesse risposto. Gli obiettivi si trovavano sempre in zone conosciute benissimo dagli associati attraverso mirati sopralluoghi preliminari. Si è visto inoltre che molto spesso erano note anche le abitudini delle vittime e le loro caratteristiche (età, professione, ecc). Di solito venivano scelti anziani. "Il gruppo - hanno spiegato i carabinieri - ben organizzato per eseguire i colpi, era dotato di passamontagna, torce, frullini, piedi di porco, cacciaviti, guanti. L’indagine ha permesso di riscontrare anche il canale di ricettazione dei preziosi, un compro oro di Occhiobello. Nel mese di dicembre del 2017, a seguito di un controllo effettuato presso il compro oro ove i sdoali erano soliti rivendere la refurtiva, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro alcuni monili d’oro ed un orologio (del valore di 300 euro circa) venduti dagli indagati e risultati provento di alcuni furti in abitazione".  

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