18/01/2022

CASO COIMPO

"Fondi ministeriali per la bonifica"

La richiesta del movimento 5 Stelle

"Fondi ministeriali per la bonifica"

06/06/2018 - 10:10

ADRIA - "Al di là delle sorti dei processi, interessa capire quale sarà la sorte dei terreni in cui per anni sono stati sversati fanghi tossici e se nel caso concreto possa trovare applicazione il reato di disastro ambientale". Lo dice il Movimento 5 Stelle di Adria, nella persona del candidato sindaco Elena Suman. "Più di recente la legge n. 68/2015 ha introdotto nel codice penale la nuova figura delittuosa del 'disastro ambientale', di cui all’articolo 452 quater c.p. L’intervento normativo era teso al superamento delle difficoltà connesse all’inquadramento di disastri ecologici e di danni di vasta portata provocati all’ambiente, all’interno della fattispecie dell’art. 434 c.p., l’applicazione del quale richiedeva il verificarsi di eventi naturalisticamente confinabili in precise coordinate spazio/temporali. In particolare, costituiscono disastro ambientale, alternativamente, le seguenti condotte: l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema; l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; - l’offesa dell’incolumità pubblica in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi, ovvero per il numero delle persone offese o esposte al pericolo". "Ora, nel caso che ci occupa, nei confronti dei legali rappresentanti della Coimpo Srl era stato disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ossia un sequestro che, perlomeno nelle intenzioni, dovrebbe rimanere in vigore sino all'esito del processo, congelando i beni in attesa che siano acquisiti al patrimonio dello Stato. Ad oggi, dunque, sembrano non esserci i fondi per bonificare i terreni, pure confiscati per quasi 300 ettari, ove sarebbe stato di fatto commesso il delitto di disastro ambientale, oltre che quello di traffico di rifiuti per i quali indagano la Dda di Venezia e di Firenze. Peraltro, si deve precisare che l’attività di bonifica del sito di Ca’ Emo e di smaltimento dei fanghi ivi sversati, secondo una stima preliminare, ammonta a circa 10 milioni di euro". "Le norme cui si deve necessariamente fare riferimento sono quelle dettate dagli artt. 298 bis – 318 del decreto legislativo n. 152/2006, altrimenti conosciuto come Codice dell’Ambiente. Il Ministero dell’Ambiente si prende cura del territorio leso da disastri ambientali attraverso due procedimenti alternativi: infatti, il Codice dell’ambiente opera su un doppio binario. Da un lato è prevista la via giurisdizionale, per cui in prima battuta le misure sono a carico del responsabile del danno, confermando quanto già previsto dal d.lgs. n. 22/1997 (Decreto Ronchi), il quale all’art. 17 stabiliva l’obbligo di bonifica per chi ha causato l’inquinamento, in applicazione del principio secondo cui 'chi inquina paga'". "Il secondo percorso, alternativo al primo di cui si è sin qui detto, è costituito dalla via amministrativa, di cui agli artt. 313 e 314 del citato Codice dell’Ambiente secondo cui con ordinanza immediatamente esecutiva il Ministero ingiunge a coloro che siano risultati responsabili del fatto il ripristino ambientale a titolo di risarcimento in forma specifica entro un termine fissato. Pertanto, la proposizione dell’azione civile nel processo penale è solo una delle opzioni previste dal legislatore, potendo lo Stato agire direttamente in via amministrativa, come sopra accennato, ovvero, potendo rinunciare all’azione civile esercitata in sede penale nel giudizio per il risarcimento del danno ambientale, salva la possibilità dell'intervento in qualità di persona offesa dal reato nel giudizio penale (art. 315 Codice dell’Ambiente)". "Da ultimo, l’interesse giuridicamente rilevante di cui sono portatori gli altri soggetti istituzionali è preso in considerazione dall’art. 309 del Codice dell’ambiente secondo cui le Regioni, le Province autonome e gli enti locali, anche associati, oltre agli altri soggetti ivi previsti '…possono presentare al Ministro … denunce e osservazioni, corredate da documenti ed informazioni, concernenti qualsiasi caso di danno ambientale o di minaccia imminente di danno ambientale e chiedere l’intervento statale a tutela dell’ambiente'. Attualmente, nonostante varie proposte di legge, prima fra tutte quella presentata da Legambiente nel 2004, non esiste un fondo nazionale cui attingere per la bonifica dei territori lesionati per il caso in cui il responsabile non riesca a farvi fronte con il proprio patrimonio. Solamente per i casi di particolare interesse nazionale è previsto un co-finanziamento pubblico fino ad un massimo del 50% delle spese totali (d.lgs. n. 22/1997)". "In data 1° giugno 2018 ha prestato giuramento l’attuale Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa. Non si tratta di un uomo qualunque, ma del generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri e comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali, fortemente voluto dal M5S per quel dicastero, proprio per essere stato in grado di mettere a nudo gli opachi rapporti delinquenziali nell’ambito dei rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi. Più di ogni altro, dunque, il Gen. Costa è sensibile ai problemi come quello che affligge la nostra città. La nostra battaglia, per la quale dobbiamo necessariamente chiedere l’intervento dello Stato ed in particolare alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, mira a far dichiarare la 'calamità naturale' in relazione agli eventi descritti". "Confidiamo dunque nel fatto che, qualora il Movimento 5 Stelle venga chiamato a governare la Città di Adria, presa visione delle norme sopra citate e considerati i buoni rapporti che intercorrono in modo diretto tra il gruppo locale e i nostri rappresentanti a Roma, sarà nostra premura innanzitutto esaminare gli atti del procedimento penale e valutare se non sia il caso di abbandonare quella via, scelta dalla precedente amministrazione statale, per percorrere la via amministrativa. In secondo luogo, ed in ogni caso, il nostro impegno concreto sarà quello di instaurare un dialogo costruttivo con il Ministero dell’Ambiente in modo da proporre l’inserimento del sito di Adria tra quelli di interesse nazionale cui è destinato il co-finanziamento statale per la bonifica, accanto a territori già considerati tali, quali, tra gli altri, Porto Marghera, Napoli Orientale – Flegreo – Agro Aversano, Gela e Taranto". "Inoltre, presenteremo ai nostri parlamentari e ministri la situazione in modo che possano presentare, secondo le leggi nazionali, una proposta di legge volta ad introdurre un fondo nazionale per far fronte alle situazioni di disastro ambientale, in modo da garantire la bonifica delle aree interessate anche nel caso in cui il responsabile non sia in grado di fronteggiarne le incombenze economiche".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


Notizie più lette