26/01/2022

AMBIENTE

Vince il territorio: niente diga sull'Adige

Il consorzio di Bonifica: "Non siamo terra di conquista"

Vince il territorio: niente diga sull'Adige

01/06/2018 - 09:24

ROVIGO - Esattamente 3 anni fa, alla fine di maggio del 2015, il Polesine fu informato che la Lagarina Hydro SRL aveva presentato alla Regione del Veneto ed ad altri enti ed istituzioni la richiesta di realizzare una barriera sull’Adige tra i Comuni di Barbona in provincia di Padova e Badia Polesine in provincia di Rovigo al fine della produzione di energia elettrica e concessione per derivare 153 mc/s. Immediatamente fu dato grande risalto al problema che vide molti Comuni, enti, istituzioni ed associazioni ambientaliste condividere che le problematiche conseguenti alla realizzazione dell’opera sarebbero state dannose ed avrebbero creato problemi di sicurezza idraulica a territori circostanti, riduzione delle portate solide transitanti nel fiume a valle della barriera con conseguenze devastanti per l’equilibrio erosivo – deposizionale lungo la costa e lungo il fiume, aumento della risalita del cuneo salino. In prima fila in questa lotta ci furono i due consorzi di bonifica del Polesine. "Queste problematiche - ricorda infatti la nota stampa del Consorzio Adige Po -  erano solo blandamente citate nella documentazione presentata dalla ditta che non provvedeva però a fornire serie garanzie e approfondimenti sui temi sopra descritti. Il Consorzio di Bonifica Adige Po di Rovigo ed Delta del Po di Taglio di Po presero una posizione netta nei confronti del progetto presentato, redigendo dettagliate controdeduzioni ed osservazioni circa le problematiche di trasporto solido, riduzione di portata a valle, disequilibrio, erosione, deposito sulla linea di costa e risalita del cuneo salino". Il tutto fu riportato in una dettagliata relazione presentata a tutti i Comuni, enti, istituzioni ed associazioni che condivisero e fecero proprie le osservazioni presentate dai consorzi. "La Regione - prosegue la ricostruzione - del Veneto nell’autunno del 2015 espresse parere negativo al progetto presentato da Lagarina Hydro S.r.l. evitando di fatto conseguenze devastanti all’equilibrio idraulico ed ambientale del fiume Adige sia lungo il suo corso che nelle zone di foce. La Lagarina Hydro S.r.l. non accettò questa decisione della Regione del Veneto e presentò ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma citando in giudizio la Regione del Veneto e, chissà perché, anche il consorzio di Bonifica Delta del Po che aveva avuto parte attiva nel divulgare le problematiche conseguenze del progetto ed aveva redatto una corposa relazione di osservazioni negative al progetto". "E’ recentemente giunta notizia agli avvocati del Consorzio di Bonifica Delta del Po che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con sentenza 56/18 del 6 aprile 2018 ha respinto il ricorso della Lagarina Hydro Srl ponendo le spese di giudizio a carico della stessa, dando quindi ragione alle tesi ed alle osservazioni prodotte dal Consorzio di Bonifica stesso ed alle decisioni istituzionali della Regione del Veneto". "Ciò conferma che il Polesine non è terra di conquista, ma territorio fragile dove gli interventi si possono e si devono fare solo se gli stessi sono correttamente progettati e tenendo conto di tutti i fattori di rischio e che i polesani sanno difendersi dagli attacchi di chi vuole solo sfruttare le risorse del territorio ignorando il territori".

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