17/01/2022

IL CASO A TRECENTA

"In ospedale né acqua né caffé"

Lo solleva Guglielmo Brusco

"In ospedale né acqua né caffé"

01/06/2018 - 11:06

TRECENTA - "Poco dopo le nove, stamattina, sono stato chiamato per un fatto che ha provocato al San Luca, seri disagi a molti utenti, ai loro famigliari e anche ad una  certa parte del personale. Per gli utenti ed accompagnatori del Pronto Soccorso, dei Poliambulatori, di Radiologia e per la gente che  è andata a digiuno  a fare prelievi del sangue o altre eventuali prestazioni, per le persone che nei vari piani potevano avere sollievo dal poter bere un po’ d’acqua, un caffè o avere a disposizione qualche altro prodotto di ristoro, c’è stata una brutta sorpresa". Non è, quindi, solo l'ospedale di Rovigo a dovere mettere in preventivo qualche giorno di disagio i seguito alla nuova gestione del bar (LEGGI ARTICOLO) e, a quanto pare, i disagi non si limitano solo al bar, dal momento che, perlomeno a Trecenta, sarebbero spariti anche i distributori, non ancora sostituiti. Lo rileva Guglielmo Brusco, trecentano, esponente di Potere al popolo. "I vecchi distributori automatici non c’erano più (salvo quello presso il centro trasfusionale, che però sembra non funzionasse bene) - prosegue Brusco - e non erano ancora stati sostituiti da quelli della ditta Serenissima che è subentrata in questi giorni, nella gestione dei distributori e del Bar (anche quello chiuso).      Se per il Bar (auspicando la conferma del posto di lavoro dei e delle precedenti dipendenti), per la sua complessità di gestione, è comprensibile la chiusura per qualche giorno, per i distributori automatici questo mi sembra molto meno comprensibile". "Era così difficile prevedere semplicemente un programma di dismissione che, al prelievo dei vecchi distributori potesse vedere la contemporanea sostituzione di questi, con quelli nuovi della Ditta Serenissima? Molta gente ha subito disagi per la gestione di questo passaggio di consegne, a mio giudizio non  adeguato ai prevedibili bisogni di tanti utenti dell’ospedale di Trecenta  e dei loro famigliari. "Io non so chi dobbiamo ringraziare per questo ulteriore bell’esempio di funzionalità dei servizi del San Luca. Per non sbagliare e non conoscendo né i diretti responsabili, né i motivi di questo 'difficile' passaggio di consegne che ha creato tanti problemi, ringrazio sentitamente il direttore Compostella".

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