27/01/2022

TRIBUNALE ROVIGO

Tragedia in ospedale, processo al via

Per la morte del piccolo Giovanni Morello, 6 anni

Tragedia in ospedale, processo al via

30/05/2018 - 14:00

ROVIGO - Via libera all'istanza di chiamata in causa dell'Ulss 5 Polesana, l'azienda sanitaria del Polesine, a titolo di responsabile civile. Questo quanto emerso nel corso dell'udienza di mercoledì 30 maggio quando, in Tribunale a Rovigo, si è tenuta l'udienza relativa alla tragedia che, il 13 gennaio del 2016, vide la morte, in ospedale a Rovigo, di un bimbo, Giovanni Morello, 6 anni, di Anguillara Veneta. Ad avanzare la richiesta di citare anche l'Ulss, di fatto come soggetto garante per il pagamento di un eventuale risarcimento, in caso di condanna dell'imputato, è stato l'avvocato Cristiano Violato, del foro di Padova, che segue la famiglia del piccolo, costituita parte ci vile nel procedimento, a fianco dell'accusa. Il rinvio a giudizio era arrivano a novembre scorso, a carico di uno solo dei sette medici originariamente indagati dalla Procura di Rovigo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Dopo la morte del piccolo, nell'immediatezza, era stato il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella a ricostruire quanto sarebbe accaduto. “Il bambino - aveva spiegato - con un blocco intestinale causato da un’influenza intestinale, era stato ricoverato l'11 gennaio. L’ecografia era negativa. Non aveva febbre, non c’era nulla di eclatante e il quadro clinico non era allarmante. Nella notte c'era stato del vomito, il paziente era stato trattato con la flebo, alle 4 del mattino non era grave, l’addome era trattabile. Alle 7 la palpazione all’addome appariva dolente, il bimbo veniva quindi inviato a radiologia, ma non emergeva nessuna perforazione”. Improvvisamente, secondo questa ricostruzione, le condizioni si erano aggravate. Si era preparata tutta l’équipe, in vista di una operazione chirurgica. Alle 10 l'arresto cardiaco, con un immediato trattamento e disperati tentativi di rianimazione che non sortiscono però l'effetto. Secondo i consulenti incaricati dalla Procura, a provocare la tragedia sarebbe stato uno shock, derivante dallo "strangolamento dell'ansa ileale con occlusione intestinale e perforazione della parete intestinale". L'ipotesi centrale dell'accusa è quella di presunte omissioni di accertamenti che, se disposti, avrebbero - chiaramente secondo questa impostazione che dovrà essere vagliata ed eventualmente confermata nel corso del dibattimento - potuto condurre a disporre un intervento chirurgico in grado di salvare la vita al bimbo. Da parte della difesa, affidata all'avvocato Giuseppe Sarti di Venezia, c'è invece la fiducia di fare emergere, nel corso del dibattimento, l'estraneità dell'imputato alle accuse. L'udienza è stata quindi aggiornata al prossimo luglio, per cominciare a sentire i primi testimoni.

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