25/01/2022

VIAGGIO D'ISTRUZIONE

A Marzabotto nei luoghi dell'eccidio: lezione di memoria e di pace per gli studenti di Lusia

I ragazzi di terza media hanno incontrato i superstiti di uno dei più gravi crimini di guerra

29/05/2018 - 10:05

LUSIA - Andare direttamente nei luoghi, per vedere, ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto, capire come andati i fatti. E’ quello che hanno fatto gli studenti della classe terza della scuola secondaria di Lusia, lunedì mattina, 28 maggio, che guidati dai docenti Paolo Scorzoni e Fabrizia Merlo si sono recati a Marzabotto e a Pioppe di Salvaro, in provincia di Bologna. Luoghi che sono stati scenario di sanguinosi e crudeli eccidi avvenuti durante la seconda guerra mondiale. Ad accompagnarli anche il dottor Luciano Conti superstite dell’eccidio di Marzabotto, che da tanti anni vive a Lendinara e l’assessore all’Istruzione del Comune di Lusia, Lorella Battistella. Una volta arrivati a Marzabotto, gli studenti, hanno incontrato Gianluca Luccarini rappresentante dell'Associazione dei famigliari delle vittime della strage di Marzabotto che li ha accompagnati a visitare il Sacrario dove sono stati raccolti i corpi di 778 vittime civili, di cui 336 donne oltre 200 bambini. Nel sacrario si trovano anche i corpi di circa 400 militari. All’esterno del sacrario si trova una grande lapide con le foto delle vittime, di molte altre però, come ha spiegato Luccarini, non c’era la foto ed al posto della foto è stata posta l’immagine di un angelo. A Pioppe di Salvagno hanno poi incontrato un’altra testimone, la professoressa Anna Rosa Nannetti, autrice di tre libri sull’eccidio di Marzabotto conosciuto anche come strage di Monte Sole, che riporta molte testimonianze da parte dei sopravvissuti. Qui non c'è famiglia che non sia stata segnata direttamente dall'uccisione di uno o più famigliari. “Nella chiesetta di Pioppe, furono radunati i giovani uomini che erano in grado di lavorare nei campi e furono deportati in Germania”, ha spiegato la professoressa Nannetti che ha poi guidato i ragazzi al luogo conosciuto come “la botte”, una vasca piena di acqua dove vennero fucilati 48 civili. Solo tre di loro si salvarono, e rimasero sotto i corpi delle altre persone decedute, immobili, per alcuni giorni. In questi luoghi avvennero numerose stragi, da parte delle SS tedesche tra il 29 settembre e il 18 ottobre 1944. In totale i morti sono stati 1.830 (ma secondo altri dati non ufficiali sarebbero stati oltre tremila) e quello che impressiona è il livello di crudeltà, di ferocia che praticarono questi soldati, agli ordini del loro comandante, Walter Reder, condannato successivamente per crimini di guerra. Per tanti anni la gente del posto non ha raccontato questi fatti, li ha conservati dentro la propria coscienza, li ha rivissuti di notte, come incubi ricorrenti. Solo molti anni dopo hanno avuto la forza di parlare, di raccontare quanto era accaduto. Al termine della visita i ragazzi si sono fermati con i testimoni per riflettere su quanto accaduto: “Vedere i luoghi di persona è diverso che studiare suoi libri quanto accaduto perché c’è un vero e proprio coinvolgimento emotivo, sentimentale” hanno affermato gli studenti.

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