27/01/2022

SERVIZI ADRIA

"C'è speranza per l'ospedale e la sanità"

La nota del Comitato

"C'è speranza per l'ospedale e la sanità"

25/05/2018 - 08:33

ROVIGO - "È stata una serata interessante e ricca di spunti e, su questo, credo che nessuno possa avere dubbi". Lo annuncia la nota del Comitato per la difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari.
"Ed è stata anche una serata partecipata e questo conta - prosegue la nota - anzi, è il dato più saliente, se vogliamo dirla tutta. Perché significa che Adria è più viva di quello che noi tutti, a volte, pensiamo; perché i cittadini non sono amorfi come, ogni tanto, qualcuno cerca di farci credere. E, allora, crediamo di poter dire che c'è speranza. C'è speranza per l'ospedale adriese e per la sanità del Delta, ma c'è speranza anche per i tanti altri problemi che ci prendono alla gola. C'è speranza perché non ci arrendiamo. E, scusateci se pecchiamo d'immodestia, questo non è poco".
"E così, al di là delle schermaglie da campagna elettorale, che ci potevano essere, ci sono state e che erano inevitabili, data la voglia di tutti di correre per il comune e di essere significativi per la città, il messaggio di alcuni candidati di voler fare squadra, di voler cercare sinergie anche al di là delle appartenenze, ci è piaciuto".
"Se riuscissimo a ricordare che prima di essere Lega, Forza Italia, PD, FdI, M5s o Civici di vario orientamento, siamo di Adria, di Baricetta, di Bellombra, di Bottrighe, di Ca' Emo, di Cavanella Po, di Mazzorno, di Valliera, forse ci riuscirebbe di trovare la voglia, l'umiltà, ma, soprattutto, la forza di mettere da parte le beghe da cortile, di riconoscere la vittoria al vincitore e allo sconfitto l'onore delle armi e di provare a fare un discorso comune. E non per campanilismo da quattro soldi, ma per poter contare come gli altri, per avere pari dignità e pari opportunità. E non solo quando si parla di servizi sanitari e socio - sanitari, ma anche quando trattiamo di sicurezza, di trasporti, di lavoro, di difesa del territorio".
"C'è speranza anche quando il direttore generale della tua azienda Ulss non risponde alle tue legittime domande, perché 'giorno verrà' che anche lui sarà messo di fronte alle sue responsabilità e risponderà della sua direzione fallimentare. C'è speranza perché, comunque, il nostro ospedale e il nostro territorio sono delle eccellenze. Il primo, perché è una struttura che può contare sulla grande professionalità del personale che vi opera. Il secondo perché ci siamo noi adrioti e noi abitanti delle frazioni, che siamo quello che siamo, duri, ostinati, generosi, infaticabili, che 'a no' moremo gnanca sa 'i ne massa!'".
"C'è speranza perché ci sono cittadini che credono, che si impegnano, che chiedono una maggior comunione d'intenti con l'amministrazione comunale e che pretendono che questa amministrazione conti di più e li rappresenti con efficacia in seno al Comitato e alla Conferenza dei sindaci e, perché no, anche di fronte alla Regione. C'è speranza perché abbiamo voglia di uscire da questo isolamento in cui ci siamo confinati e che ci ha fatto perdere grandi occasioni per risolvere congiuntamente agli altri comuni del Bassopolesine i problemi sanitari e socio - sanitari che ci assillano. Le chiamano politiche 'di area vasta'. Noi, che mastichiamo molto poco il politichese, le chiamiamo politiche 'di buon senso'".
"C'è speranza finché il livello di attenzione sulle criticità del territorio è elevato da parte di tutti. C'è speranza e abbiamo disperatamente voglia di sperare. È con questo stato d'animo che abbiamo dato vita all'incontro del 24 maggio. È con questo spirito che vogliamo ringraziare i sei candidati, Omar Barbierato, Emanuela Beltrame, Lamberto Cavallari, Giorgia Furlanetto, Elena Suman e Piermarino Veronese per aver partecipato all'iniziativa. È con questo sentimento che chiediamo a tutti loro, soprattutto, di non toglierci la speranza".

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