26/01/2022

PISCINE ROVIGO

Polo natatorio, soluzione dietro l’angolo

A subentrare nella gestione potrebbe essere il già socio Padova Nuoto, ma per ora è solo un impegno a parole

Polo natatorio, soluzione dietro l’angolo

24/05/2018 - 17:21

ROVIGO – Se non si risolve il famoso caso piscine, il bilancio comunale continuerà a rimanere ingessato senza grossi spazi di manovra con una grossa spada di Damocle pendente, ovvero la possibilità che a pagare tutti i debiti di Veneto Nuoto per la realizzazione del Polo Natatorio sia proprio il Comune, quindi i cittadini. E si parla di una decina di milioni di euro. Sì perché il project financing per la realizzazione delle piscine prevedeva una clausola secondo la quale se Veneto Nuoto non avesse pagato le rate alla banca le avrebbe dovute pagare il Comune. E siamo in questa condizione. Ora, però, sembra che il tanto famoso soggetto terzo pronto a subentrare al posto di Veneto Nuoto nella gestione del project financing pagando i debiti (quel che resta oltre ai 2milioni e 300mila euro che ci metterà Palazzo Nodari) e continuando a gestire le piscine, esista. Lo annuncia l’avvocato civico Ferruccio Lembo in commissione consiliare ma, ancora una volta, si spera che alla fine il privato non faccia un passo indietro all’ultimo secondo. Altrimenti è tutto da rifare. Il terzo soggetto pronto a subentrare sarebbe il già socio Padova Nuoto che avrebbe dimostrato l’intenzione di acquisire le quote di Veneto Nuoto. La posizione del Comune sarebbe sempre la stessa, con una proposta del valore di 2,3milioni di euro per chiudere la partita (con la restituzione dell’area non utilizzata dell’ex piscina Baldetti, la cancellazione dei contenziosi con Veneto Nuoto e la cancellazione della clausola della convenzione che prevede l’intervento economico del Comune qualora il privato non pagasse le rate del project financing. Situazione nella quale ci troviamo). Ma ancora si deve attendere che Padova Nuoto e Veneto Nuoto raggiungano l’accordo per ritornare poi a parlare con la banca finanziatrice del project e con il Comune. Nulla di nuovo, dunque. Se non un nuovo nome sul piatto (Padova Nuoto) ma nessun accordo firmato. Ed è quello di cui si lamenta a gran voce la minoranza (non vi è ancora nulla di concreto) e mentre la consigliera Silvia Menon lascia l’aula indignata, il consigliere Ivaldo Vernelli cerca di proporre la costruzione di un piano b qualora alla fine Padova Nuoto lasciasse la barca, come i suoi predecessori. Ma nella maggioranza la sua proposta non fa breccia e non raccoglie consensi. Anzi, il sindaco prende la parola e risponde che le opzioni sono già passate tutte al vaglio della maggioranza. E la maggioranza ha scelto di procedere in questa direzione, mettendo le sorti del Comune nelle mani di un accordo che, ancora una volta, ha bisogno dell’intervento di un privato per potersi concludere.

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