18/01/2022

IL MOSTRO IN CASA

Violenza su donne e bambini, 15 abusi al giorno. Anche in Polesine

Sul territorio è attiva una rete socio-sanitaria e delle forze dell'ordine per affrontare il drammatico fenomeno

24/05/2018 - 18:20

ROVIGO - La rete contro la violenza su mamme e bimbi in Polesine, attivata grazie a una sinergia tra enti, è già una eccellenza. E’ quanto emerso oggi dal convegno “Medici in prima linea” organizzato da Ulss 5, Lions, associazione Ametiste. Negli ultimi 5 anni anche il Pronto soccorso di Rovigo ha coinvolto tutto il personale medico e infermieristico della divisione, che è stata formato mediante incontri esplicativi riguardo l’entità del problema e la metodologia di approccio alle donne vittime di violenza. “L’ obiettivo di questa formazione è stato quello di fornire, per il personale del Pronto soccorso, una chiave di lettura su come interpretare eventuali ricerche di protezione da parte della vittima e su come instaurare un rapporto fiduciario con la stessa al fine di garantirle la massima assistenza dal punto di vista sanitario e una adeguata protezione secondo quanto stabilito nel protocollo di intesa provinciale” ha spiegato il direttore del Pronto soccorso Stefano Kusstatscher durante il seminario. Il problema violenza di genere, domestica, che coinvolge mamme e bimbi è crescente, diffuso, ostico e nascosto. La violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori anche nel nostro Paese, secondo un dossier di Terre des Hommes, messo a punto su dati Interforze, secondo cui nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all'anno precedente. In termini generali, i minorenni vittime di violenze, non solo sessuali, nel 2016 sono stati 5.383: circa 15 ogni giorno. In sei casi su dieci si tratta di bambine: un dato che segna un preoccupante 6% in più rispetto all'anno precedente. “Il nostro obiettivo è sensibilizzare a cogliere segnali di allarme in tema di violenza di genere e sui minori – spiega il presidente del Lions Antonio Bononi - Implementando la capacità di cogliere segnali di richiesta di aiuto da parte della vittima , instaurando un rapporto fiduciario e di comunicazione garantire assistenza sanitaria e adeguata protezione”. I relatori hanno convenuto che, per prevenire e contrastare la violenza, serva una formazione integrata e multidisciplinare per tutti gli operatori, una visione comune fondata sulla cultura di genere e l’adozione di un linguaggio e una metodologia condivisa. In Polesine sta così crescendo una rete diffusa per prendere in carico la vittima. La rete è formata da operatori sanitari del 118, del Pronto soccorso, medici di Medicina generale e pediatri di libera scelta, medici specialisti, forze dell'ordine, magistratura, associazioni di volontariato e dei centri antiviolenza. “La nostra Regione promuove da tempo la creazione di reti territoriali realizzate dai soggetti pubblici e privati, per l’accoglienza delle donne vittime di violenza – spiega il direttore generale Antonio Compostella – poi esiste la creazione di specifici accordi territoriali, utili a condividere i punti di accesso alla rete dei servizi e le modalità di raccordo operativo per prevenire e contrastare la violenza maschile e proteggere e sostenere le vittime”.

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