18/01/2022

TRIBUNALE ROVIGO

Donna aggredita a pietrate da straniero, rugbista la salva

Aggressore pestato a sangue, "salvatore" assolto

Donna aggredita a pietrate da straniero, rugbista la salva

23/05/2018 - 11:50

ROVIGO - Dopo il passaggio in aula dedicato alle testimonianze di mercoledì 16 maggio (LEGGI ARTICOLO) è arrivata esattamente sette giorni dopo, mercoledì 23 maggio, la sentenza di assoluzione letta dal giudice Raffaele Belvederi nei confronti di un ex rugbista, ora muratore, di 54 anni, E. B. le sue iniziali. Il giudice ha ritenuto che i comportamenti a lui ascritti non costituiscano reato. La parte offesa era un cittadino marocchino che, sempre secondo quelle che erano le accuse, avrebbe riportato fratture e traumi vari, inferti dal 54enne, anche con una mazza da baseball. Una versione dei fatti che non ha però retto al vaglio del dibattimento, con la difesa, affidata all'avvocato Francesco Zarbo, che ha fatto emergere una verità ben diversa, che pone la vicenda sotto una luca differente, ricontestualizzando completamente la condotta dell'imputato. Se, infatti, è vero che avrebbe colpito il marocchino, lo sarebbe altrettanto, ha argomentato la difesa, il fatto che lo avrebbe fatto per correre in soccorso di una donna che era stata brutalmente aggredita a pietrate. Donna che, appunto, lo scorso mercoledì 16 maggio, aveva ripercorso quella bruttissima vicenda con la propria deposizione di fronte al giudice. I fatti risalirebbero al dicembre del 2013 e si sarebbero verificati a Fenil del Turco. Qui, la donna, da poco rimasta vedova, sarebbe stata importunata dal marocchino che, un giorno, sarebbe anche arrivato a suonarle la porta di casa, aggredendola poi con una pietra, con la quale le avrebbe rotto una mano. La donna, però, essendo stata minacciata pochi giorni prima, aveva chiesto al rugbista, ex compagno della sorella e amico di famiglia, di stare da lei qualche giorno. Così, il 54enne alla vista di quanto stava accadendo, si scagliò contro l'aggressore. Ne nacque una colluttazione nella quale il rodigino riuscì a prevalere. In tutto questo, quindi, nessuno reato ravvisabile, secondo il giudice, nella condotta dell'imputato. Anche perché la polizia, accorsa sul posto, non trovò mai nessuna traccia della fantomatica mazza da baseball. Volarono sì, mazzate, quel giorno, ma a mani nude. E, a quanto emerge dal verdetto, per una buona causa.

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