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Palazzo Roverella e Palazzo Roncale, due mostre da vedere: i nostri tesori

Le racconta Cristiano Draghi

Palazzo Roverella e Palazzo Roncale, due mostre da vedere: i nostri tesori
ROVIGO - Domenica, tempo di mostre. Rovigo in questo momento offre qualcosa di buono, meno male. Grazie alla mia rubrica su Rovigoindiretta, sono andato a vedere “ Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” a Palazzo Roverella. Una buona sorpresa. L'allestimento è ottimo, mix sapiente di locandine - che spesso nel cinema sono opere d'arte - fotografie, spezzoni di film. C'è tutto il Polesine di una volta utilizzato dai cinematografari come paradigma di una Italia popolare, ma anche coraggiosa: da vedere e rivedere le foto delle case di canne, la gente di allora. E' il Delta, signori. Ci sono i registi (Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Giuseppe De Santis, Michelangelo Antonioni, Alberto Lattuada, Mario Soldati, Pupi Avati, Ermanno Olmi, Carlo Mazzacurati) e gli interpreti che hanno fatto la storia del nostro cinema, con le grandi bellezze di una volta. Titoli da cercare poi in cineteca... Curiosità: fra i tanti, c'è pure Tony Renis, come autore di una colonna sonora, del quale si è riparlato di recente dopo la sua scomparsa. Poi si possono seguire documentari sull'alluvione del 1951 con una delizia: il documentario di propaganda dell'aiuto dell'Unione Sovietica, in puro stile dell'epoca. E' una mostra che - mi dicono - ha richiamato visitatori anche da fuori dalla nostra provincia, ma per chi vive qui è davvero da non perdere. C'è tempo fino al 1° luglio. Poi si può andare di fronte, a Palazzo Roncale, per vedere la mostra (gratuita, fra l'altro) “ Egitto Ritrovato. La Collezione Valsè Pantellini”. Ebbene, che l'Accademia dei Concordi conservasse una collezione di reperti egizi lo sapevo e lo ricordavo: Luigi Costato, ai tempi quand'era presidente dell'Accademia e io ero appena stato nominato direttore della Voce di Rovigo (visto che non lo sono più da oltre quattro anni si parla di una decina di anni fa), me ne aveva mostrato alcune parti. Ma organizzata così la mostra è tutt'altra cosa. E' breve da vedere, ma emozionante. Le due mummie, quella di una donna e quella piccola e misteriosa forse di un bambino, sono lì in restauro, in diretta. Mai visto niente del genere, compresi i due bebé coccodrilli mummificati scoperti durante i lavori. E il resto ci mostra, in pillole perché molto altro è nei depositi, cosa è conservato qui e i rodigini, almeno molti di loro, neanche lo sanno. Divertente, educativo per i ragazzi. Molti hanno già visto la mostra, spesso con stupore. Per chi non fosse ancora stato lì, però,  fateci un salto, entro il 1° luglio. E già che ci siete, fate un giro nelle altre sale di Palazzo Roncale: mobili antichi, due splendidi arazzi, quadri importanti. Che, aggiungo a chiusura, sarebbe bello venissero illustrati meglio con almeno un cartellino e non solo, quando c'è, una targhetta metallica quasi invisibile. Valorizziamo quello che abbiamo.

Cristiano Draghi

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