17/01/2022

POLITICA

Patto di governo Salvini-Di Maio, a Rovigo 300 votanti al gazebo della Lega

Alla consultazione ha partecipato anche qualcuno di sinistra che chiede trasparenza nello scrutinio

20/05/2018 - 16:00

ROVIGO – Il “patto” per il governo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio piace ai leghisti rodigini. E non solo. Anche qualcuno del centrosinistra si è recato al gazebo allestito nel fine settimana dalla Lega in piazza Vittorio Emanuele II per esprimere il proprio parere sull'accordo tra i due leader dei partiti che hanno preso più voti, a livello nazionale, alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo. E mentre la discussione in corso tra i due capi riguarda chi dovrebbe essere il papabile primo ministro della coalizione di governo, nel capoluogo polesano, in due mattinate di gazebo leghisti (sabato 19 e domenica 20 maggio) con tanto di urna di cartone per votare, oltre 300 persone si sono espresse. E, com'era prevedibile, il “sì”, ovvero il via libera al programma verde-giallo, è stato un plebiscito. Secondo i numeri forniti dal commissario comunale della Lega Stefano Raule, infatti, circa il 95% dei votanti ha dato l'ok all'accordo. Raule esprime inoltre grande soddisfazione per l'affluenza. E se fino a qui si potrebbe dire che i leghisti, militanti e simpatizzanti, abbiano risposto bene alla chiamata del partito in piazza, ecco la sorpresa: anche qualcuno di sinistra ha partecipato alla consultazione. E' il caso dei coniugi Maffione, Angelo e la moglie Lucia, entrambi di sinistra, attivi (in particolare Angelo) tra le fila del Partito democratico di Rovigo. Loro al gazebo della Lega hanno votato sabato 19 maggio e, anche se non è dato sapere se siano espressi favorevoli o contrari al patto di governo (che vede il Pd escluso dalla partita, vale la pena ribadirlo), hanno colto l'opportunità di far sentire la propria voce di cittadini ed elettori. “Abbiamo votato e ringraziato per l'opportunità di espressione” fa sapere Lucia che però esprime tutti i dubbi del caso: “Partita persa la validità della procedura di voto – sottolinea - ma si può chiedere trasparenza almeno allo scrutinio?”. La richiesta dell'elettrice è chiara, come lei stessa rimarca: “Che lo scrutinio sia pubblico, in piazza”. Insomma, sotto agli occhi dei rodigini, proprio dove è avvenuto il voto senza spostamenti di urne e schede, come avviene per le consultazioni ufficiali indette dal Ministero, in modo che non vi siano ombre sull'esito finale.

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