27/01/2022

CARABINIERI BADIA POLESINE

Il crocevia della droga era in città

La sentenza

Il crocevia della droga era in città

18/05/2018 - 18:17

BADIA POLESINE - Le operazioni del Nucleo investigativo di Rovigo erano scattate alle prime luci dell’alba di ieri 9 maggio avevano visto impiegati 50 militari dell’Arma che avevano operato dando esecuzione a misure restrittive e perquisizioni emesse dall’autorità giudiziaria rodigina, a conclusione di una indagine complessa convenzionalmente denominata “Nashi”, svoltasi dal maggio al luglio del 2016 dal Nucleo investigativo. L'operazione era finalizzata al contrasto del traffico, talvolta secondo le contestazioni anche in quantitativi considerevoli, e dello spaccio al dettaglio di stupefacenti dei tipi marijuana, hashish, cocaina e eroina. Gli investigatori ritenevano, in questo modo, di avere documentato una intensa attività di spaccio di stupefacente che M.G., 72ennedi Badia Polesine, avvalendosi del concorso di P.D. 33enne originario della bassa padovana da lui ospitato, B.I. 33enne pregiudicata, F.L e F.A. entrambi di 35 anni, tutti domiciliati a Badia Polesine, avrebbe diretto e coordinato usando quale “posto di comando” e base dello spaccio al dettaglio, il proprio domicilio ubicato nella località Crocetta dello stesso comune polesano. I vari passaggi dell'indagine, sempre secondo questa ricostruzione, erano stati corroborati da una serie di riscontri estremamente significativi, con il sequestro complessivo di 1,2 chilogrammi di eroina, 120 grammi di cocaina, 150 di hashish e alcune dosi di marijuana. Questa la ricostruzione dei fatti sulla base della quale, nella mattinata di mercoledì 16 maggio, si è tenuta l'udienza preliminare a carico di quattro persone che erano coinvolte in quel caso. Al termine del processo, celebrato con la forma del rito abbreviato, M. G. è stato condannato alla pena di 8 anni, B. I. a 3 anni e 4 mesi, F. L. a 2 anni e 8 mesi, F. A. a 3 anni, 1 mese e 10 giorni. P. D. aveva scelto un iter processuale diverso, col dibattimento, al termine del quale era arrivata una condanna a 5 anni e 4 mesi. Da parte delle difese, ora, ci sarà la possibilità di valutare l'appello.  

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