27/01/2022

CASA DI RIPOSO ADRIA

Forza Italia attacca sul Csa

E' uno dei temi caldi

Forza Italia attacca sul Csa

17/05/2018 - 06:41

ADRIA - "Il direttore generale dell’Azienda Ulss 5 Polesana sarebbe quindi stato un bugiardo se, come ha affermato l’avvocato Passadore subito dopo l’ispezione regionale del febbraio scorso, non era vero quanto dichiarato dallo stesso, e cioè che i controlli al Csa di Adria sarebbe stati frutto di segnalazioni a lui giunte da parte di famigliari incattiviti per le condizioni igieniche generali in cui versa la Casa di Riposo". Lo afferma la nota del coordinamento comunale di Forza Italia, che passa poi ad elencare quelli che sarebbero i problemi riscontrati nella struttura.
"Presenza di umidità, attrezzature insufficienti, mancata arieggiatura dei locali - prosegue la nota - erano state alcune delle criticità lamentate dagli Ispettori regionali e date alla stampa, che non potevano certo dipendere da 'cantieri' funzionanti all’interno della Struttura adriese, come dichiarato all’indomani dell’ispezione dalla stessa presidente. Oggi, visti finalmente tutti i rilievi lamentati da quella disgraziata ispezione, la situazione del Csa appare ben più grave ed allarmante. Ma cosa succede al Csa se non si riesce a dare respiro operativo ad una attività sociale così importante?".
"Perché per anni si è rincorsa la chimera della 'casa nuova', alla fine riuscendo a perdere clamorosamente anche i 5 milioni di risorse pubbliche messi a disposizione dalla Regione Veneto? Perché, sia pure in un momento di forte difficoltà congiunturale, si è adottata le scellerata scelta di dare alla struttura adriese, così grande e complessa, una direzione part time, lasciando il peso del momento, ripetiamo, molto critico, al personale in servizio nei ruoli subalterni, che quindi si trova ancora oggi (e per altri 5 anni) a non avere un riferimento direzionale quotidiano, necessario per affrontare anche, e non solo, le criticità evidenziate dagli Ispettori Regionali?".
"Sarebbe il caso di affrontare immediatamente, senza più tentennamenti e perdite di tempo inutili se non dannose, le questioni che riguardano gli aspetti funzionali di ambienti dedicati ad ospitare e curare persone anziane, magari con una progettazione seria, anche se a lungo termine, ma progressiva e costante, per rendere vivibile e soprattutto sicuro il Centro Servizi di Adria".
"L’altra questione fondamentale per il recupero del Csa è quella del personale. Solo chi per qualche ragione ha frequentato l’ambiente può capire quale sia l’importanza e la gravosità di un mestiere come quello che oss (Operatori) e infermieri affrontano tutti i giorni (e tutte le notti).  Non è immaginabile pensare ad un riordino strutturale ed organizzativo se non si parte dalla loro valorizzazione. E anche questo aspetto sembra piuttosto represso con l’attuale direzione part time incomprensibile nella sua reale consistenza ed efficacia".
"L’accordo siglato il 16 febbraio di quest’anno tra i Centri di Servizio di Rovigo, Adria, Cavarzere e Merlara introduce principi apprezzabili, anche se in clamoroso ritardo rispetto ad altre zone. Voluto fortemente dal commissario regionale straordinario dell’Iras di Rovigo, potrebbe però essere uno strumento a doppio taglio proprio perché il sospetto legittimo è quello di una mossa strategica per soccorrere il bisonte malato (Iras)".
"Proprio per capire il reale interesse del CSA in questo accordo, sarebbe necessario vedere 'quantificate' le risorse recuperate, come scritto, risorse che dovrebbero essere utilizzate per incentivare il personale che, come detto sopra, deve sopportare un carico di lavoro forse eccessivo, ed inoltre al recupero strutturale degli ambienti di degenza ed al miglioramento, ormai urgentissimo, delle condizioni igienico sanitarie della Struttura adriese".
"Forza Italia intende percorrere tutte le possibili azioni politiche ed istituzionali nella convinzione che sia necessario ed urgentissimo riportare al più presto il Csa di Adria nei limiti previsti dagli standard regionali sia strutturali che organizzativi, e si schiera a favore di tutti coloro che lavorano a tutti i livelli nella struttura e vivono quotidianamente a fianco di persone deboli e indifese, e proprio per questo meritevoli della massima attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e sociali attive e attente sul territorio".

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