27/01/2022

CASO ONORANZE FUNEBRI ROVIGO

"Troverò il modo di ricollocare i licenziati"

La promessa dell'amministratore unico di Asm spa, Alessandro Duò

"Troverò il modo di ricollocare i licenziati"

14/05/2018 - 18:12

ROVIGO – Sulle responsabilità della vicenda è solo un rimpallo, ma se non altro arriva la promessa: “Faremo tutto il possibile per ricollocare i lavoratori licenziati”. Alla fine, dopo un invito evaso, arriva in consiglio comunale l’amministratore unico di Asm spa, Alessandro Duò. Arriva per parlare del consuntivo della partecipata comunale che guida, ma conscio della situazione che si è creata intorno al licenziamento dei 4 lavoratori delle onoranze funebri (LEGGI ARTICOLO), scaturito dopo la vendita delle quote detenute dalla sua partecipata, non può esimersi dal parlare proprio di quello. Presenti anche i protagonisti della triste vicenda, gli ex dipendenti ora rimasti senza lavoro. Dopo aver ripercorso la vicenda, dal suo punto di vista, una ricostruzione con la quale (e di questo, più o meno esplicitamente, tutti i consiglieri comunali di opposizione intervenuti glielo fanno presente) si lava le mani dalla responsabilità del licenziamento, promette di fare tutto il possibile per ricollocare i lavoratori. Ma, chiaramente, non sarà semplice per una partecipata con un regolamento preciso che permette l’assunzione solo a seguito di un concorso. “Non eravamo a conoscenza dell’intenzione di licenziare da parte di chi acquistava – spiega Duò – Avevo anzi avuto rassicurazioni da Lorandi. Sinceramente poi non sono a conoscenza di quello che sia successo per giustificare il licenziamento. Noi eravamo nell’obbligo di cedere le quote e una volta esperita la prelazione di Lorandi eravamo contenti che una azienda sana avesse acquistato le quote. Ma dobbiamo chiarirci su una cosa. Noi senza commettere illeciti non possiamo procedere con le assunzioni. Dobbiamo fare con procedura pubblica. Ma stiamo parlando con tutti i nostri fornitori per proporre loro, anche ai confini del lecito, se vogliono coinvolgere qualcuno dei dipendenti licenziati nei loro servizi. Secondo, possiamo lavorare ad una variazione del regolamento di assunzione della Spa, insieme al consiglio comunale, che preveda dei punteggi nei nostri concorsi che diano vantaggio a personale che ha operato nelle società partecipate nella provincia o comunque nel settore di riferimento. Capisco che è difficile mi dispiace molto conosco alcuni dei lavoratori, immagino la difficoltà delle vicende personali. Se ci sono elementi per impugnare i licenziamenti fate bene a farlo non credo però che ci siano possibilità di impugnare il bando. Anche al di là del mio ruolo tenterò anche di ritrattare i licenziamenti con Lorandi ed eventualmente trovare un’altra soluzione”. “Sentirsi dire non è colpa mia la responsabilità era di qualcun altro non va bene visto che lei è l’amministratore unico – commenta la consigliera Silvia Menon rivolta all’amministratore Duò - Prima ci avete detto che bisognava vendere ma ora lei ci dice che siamo stati noi a darle il mandato di vendere”. “Sicuramente lei non ha fatto nulla di illegale – aggiunge Francesco Gennaro (Movimento Cinque Stelle) ma avevate le conoscenze per prevedere il sopraggiungere di questa situazione. Esistevano strade diverse e la responsabilità se non sono state percorse è sua”. “Era possibile prendersi più tempo. Invece si è voluto procedere subito – commenta Giorgia Businaro - Era possibile chiedere maggiori garanzie. È stato un errore continuiamo a ribadirlo. Quella delibera è stata votata dai consiglieri di maggioranza perché l’assessore ha detto che non c’era problema per i lavoratori. Loro hanno alzato la mano sulla base delle rassicurazioni. Gliele ha date lei?”. “No – risponde Duò -  Non ho mai dato rassicurazioni formali sui lavoratori ma ammetto che a me Lorandi verbalmente aveva dato ampia rassicurazione e se sarò chiamato a confermarlo lo farò. Vi dirò che ero sereno sulla prospettiva”. “In tutta la vicenda c’è troppa influenza del privato dall’inizio – commenta Ivaldo Vernelli - Lei può impugnare il bando di gara. A partecipare al bando è stata una società inventata che oggi è in liquidazione, costituita poco prima di partecipare al bando oggi è in liquidazione. Perché non avete deciso di non chiudere la gara? Potevate dire no, riapriamo la gara. Solo se lei si dimettesse potremmo provare compassione perché in questo errore ha portato tutti. Invito chi più competente di me a verificare la possibilità dell’impugnazione del bando”.

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