26/01/2022

SANITA' ROVIGO

"L'ospedale di Rovigo diventa di serie b"

La forte preoccupazione della Cgil dopo la presentazione del piano sociosanitario regionale: "Polesine intero declassato"

"L'ospedale di Rovigo diventa di serie b"

14/05/2018 - 11:17

ROVIGO - "Niente investimenti sulle professionalità, nessun accentramento verso l'ospedale che di fatto perderà il ruolo di Hub, una riforma delle Ipab che rischia una privatizzazione di massa: il Polesine rischia di diventare un territorio marginale, lo denunciamo da anni ma ora diventa realtà". Sono le parole di forte preoccupazione del segretario provinciale dalla Fp Cgil, Davide Benazzo, a seguito della presentazione della bozza del piano socio sanitario regionale che, a detta del sindacato, per il Polesine prevede solo un declassamento. "In questi giorni la giunta regionale sta predisponendo la bozza del nuovo Piano socio sanitario regionale al quale seguiranno le schede ospedaliere dalle quali poi saranno costruiti i nuovi atti aziendali che, con le schede territoriali promulgate l’anno scorso, determineranno la futura struttura sanitaria e socio sanitaria del Veneto e del nostro Polesine - spiega Benazzo - Alcuni giorni fa, ero presente alla riunione, la Regione, nelle persone dell’assessore alla sanità Luca Coletto, dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin e del direttore generale Domenico Mantoan, a Montecchio Precalcino, ha presentato, ad una sala gremita dai molteplici portatori d’interesse compreso il sindacato, le linee guida a fondamenta del documento che a breve dovrebbe essere licenziato dalla giunta per l’iter di approvazione". "Come da più tempo e da più voci denunciato, il nostro territorio rischia la marginalizzazione sia per la risposta ospedaliera che territoriale. Nella parte ospedaliera si sta traducendo in realtà quanto da anni si denuncia e cioè la marginalizzazione dell’Ospedale di Rovigo che sulla carta, per quanto presentato, non sarà più Hub, cosa che di fatto, viste le scelte di questi anni, non è mai stato. La Legge 19 nel prevedere la nostra Uilss di soli 250.000 abitanti e non prevedendo processi che centralizzino i servizi di un’area più vasta della nostra provincia verso l’Ospedale di Rovigo, ne ha determinato il declassamento che diventa palpabile, ancor prima che negli atti, per il mancato investimento sulle professionalità sempre più marcato, e che diventerà effettivo nella scelta degli investimenti in tecnologia nel futuro". "La situazione è chiaramente molto grave e diventa ancor più preoccupante vista la mancata presa di posizione della politica locale ancora intenta a capire se è stata utile o no la fusione delle due Ulss, oppure quando la battaglia si sposta sul numero di posti letto, tema sicuramente centrale ma non centrato sugli ospedali, quando al contrario la vera battaglia dovrebbe essere la centralità del sistema e la sua riorganizzazione e rivisitazione alla luce dei modificati bisogni del territorio. Nella parte territoriale paghiamo l’alto bisogno assistenziale legato all’alta percentuale di anziani e alla frammentazione dei servizi a causa della basa densità abitativa che, legati alla scarsità di risorse per gli alti costi ospedalieri, ne determina una situazione fortemente compromessa e che stenta a decollare. Questo determinerà una maggior propensione alla privatizzazione del sistema territoriale ed ad un impoverimento del costo del lavoro e dei servizi. A questo si aggiunga che nel piano, a quanto assicurato dall’assessore Lanzarin, sarà inserita anche la riforma delle Ipab dove la parte del pubblico, in assenza di un progetto del territorio che le possa vedere attori principali, rischiano la privatizzazione con impoverimento del sistema residenziale di questo territorio già fragile". "Da anni come Cgil abbiamo analizzato quanto in sanità e nel sociale sta avvenendo e creato spazi di confronto tra le forze politiche e sociali di questo territorio, ma manca un progetto comune che non può essere il continuo utilizzo della sanità quale clava politica contro l’avversario nelle varie istanze di voto, siano esse amministrative o politiche. Bisogna creare un patto territoriale condiviso a larga maggioranza dove costruire una proposta credibile che tenti di salvaguardare i nostri servizi ed evitare che il Polesine diventi periferia di serie B".

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