17/01/2022

ARIANO NEL POLESINE

Nel granaio, quattro chili di droga

Patteggia dopo il blitz

14/05/2018 - 15:34

ARIANO NEL POLESINE - L'arresto era scattato a fine aprile (LEGGI ARTICOLO) a seguito di una attività di indagine dei carabinieri di Castelmassa, evoluzione di un precedente, clamoroso arresto, quello di una 60enne intercettata mentre guidava la sua auto con all'interno, secondo le contestazioni, due chili di hashish e un etto di cocaina, mentre, nell'abitazione di Ariano nel Polesine, avrebbe detenuto altri cinque chili circa di stupefacente (LEGGI ARTICOLO). A condurre i vari step del controllo e dell’indagine, gli uomini coordinati dal tenente Roberto Marinelli, che guida il Nucleo operativo della Compagnia di Castelmassa, assieme al luogotenente Renzo Marcacci, con la Compagnia guidata dal capitano Andrea Pezzo, comandante della Compagnia carabinieri Rovigo. Sin da subito era apparso chiaro che la donna, apparsa agitatissima al controllo, non poteva essere un “pezzo grosso” di una eventuale organizzazione criminale. Piuttosto, l’idea degli investigatori era che si trattasse di un semplice corriere, ossia di una persona che, dietro il pagamento di una somma o altri vantaggi, si fosse fatta convincere a eseguire quel trasporto e tenere stupefacente in casa. Il prosieguo degli accertamenti aveva quindi consentito agli investigatori di realizzare un ulteriore risultato, un doppio arresto, nel corso del quale sono stati recuperati altri quattro chili circa di stupefacente, secondo le contestazioni. Nella mattinata di sabato 28 aprile, l’udienza di convalida dell’arresto, di fronte al giudice Nicoletta Stefanutti. Con le difese dei due arrestati affidate agli avvocati Elena Gagliardo e Francesco Trapella. Entrambi hanno chiesto termine a difesa, ossia un rinvio a breve per avere tempo a disposizione per decidere i prossimi passi. A finire in manette erano stati un 50enne e un 63enne di Ariano nel Polesine, quest'ultimo fratello della donna arrestata in prima battuta. Il primo, secondo le contestazioni, sarebbe stato trovato in possesso, in auto, di due etti circa di marijuana. Secondo la sua difesa, si tratterebbe di un quantitativo per uso personale. Nell’abitazione che il secondo, invece, per un periodo di tempo divideva con la sorella, all’ultimo piano in un locale ad uso granaio, sarebbe stato trovato un borsone con all’interno circa quattro chili di marijuana. Nella mattinata di lunedì 14 maggio, difeso dall'avvocato Trapella, ha ottenuto di potere chiudere la propria vicenda processuale patteggiando una pena di 2 anni e 8 mesi. Non ha invece definito in questa sede il proprio destino processuale l'altro imputato.

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