17/01/2022

IPAB ROVIGO

"Lavoratori danneggiati, accordo da rivedere"

L'appello di Davide Benazzo

"Lavoratori danneggiati, accordo da rivedere"

11/05/2018 - 19:00

ROVIGO - "Il 16 febbraio 2018, all’Auditorium dell’Iras, alla presenza dell’assessore regionale Manuela Lanzarin, è stato firmato un accordo tra le Ipab di Merlara, di Cavarzere, di Adria e l’Iras di Rovigo, con la finalità di uniformare procedure amministrative, aumentare la qualità e fare risparmi di sistema, mantenendo al contempo chiaramente distinte le quattro strutture". Lo ricorda Davide Benazzo, segretario per il Polesine di Fp Cgil. "Percorso - prosegue il sindacalista - che, come avevamo già discusso con il commissario dell’Iras, è chiaramente condivisibile tenendo conto però che il fine ultimo deve essere la qualità del servizio agli ospiti e la tutela dei lavoratori, in un contesto di tutela e conferma della natura pubblica di queste strutture. In quell’incontro, invitati anche i sindacati, avevamo chiesto che dopo l’atto di indirizzo politico seguisse il confronto con le parti sociali per le possibili ricadute sui lavoratori, cosa fino ad oggi mai avvenuta". "Questa mattina abbiamo avuto un confronto con la direzione e la presidenza della Casa del Sorriso di Badia Polesine sulla possibilità che anche questa struttura entri nell’accordo e abbiamo avuto modo di analizzare congiuntamente l’accordo. Continuando ad esprimere valutazione positiva per la finalità di questo accordo, pionieristico nel sistema delle Ipab, ci siamo trovati di fronte ad una situazione che pone forti perplessità ed interrogativi, tanto da pensare e chiedere che venga riscritto". "Va completamente stralciata la parte delle risorse umane dove si tenta una forzatura, chiaramente contro legge, nella gestione condivisa dei dipendenti. Parlare di mobilità tra i quattro Enti e prevederlo quale accordo tra queste strutture è inaccettabile e dimostra di essere stato scritto nel vano tentativo di forzare la normativa dimostrando di non conoscere il diritto del Lavoro. Inoltre riteniamo si tenti di esautorare le singole componenti politiche nella scelta della governance, andando a supporre la possibilità di un super direttore, non scelto attraverso i percorsi previsti dalla Legge, e che si troverebbe a governare processi, al di sopra dei direttori ora presenti, di enti con i quali non ha rapporti di lavoro in essere". "Per questi motivi, continuando a condividere il percorso scelto di stretto rapporto tra strutture pubbliche, come già affermato stamane presso la struttura di Badia e come ora faremo ufficialmente con le altre, diventa necessario un confronto urgente. Chiediamo una modifica all’impianto dell’accordo al fine di superare le problematiche, soprattutto quelle citate sopra, per condividere poi i percorsi tecnici e gestionali che determinino l’avvio di quanto deciso nella massima tutela e sicurezza degli enti e di chi vi lavora".

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