27/01/2022

SOLIDARIETA' ROVIGO

Con 50 centesimi si cambiano tante vite

La donazione del Caf Cgil all'associazione Nihal che comprerà un pulmino e l'attrezzatura da lavoro ai ragazzi del centro diurno

11/05/2018 - 11:47

ROVIGO - Quest'anno le donazioni del Caf non vanno solo oltre oceano ma accorciano lo sguardo e arrivano al nostro territorio. Nella mattinata di venerdì 11 maggio, il Caf Cgil del Nord Est ha donato 37mila 200 euro all'associazione Nihal che collabora direttamente con il centro diurno per le dipendenze dell'Ulss, un centro di riabilitazione dove i ragazzi producono dei bellissime opere d'arte. Una donazione che servirà a comprare strumenti per lavorare meglio la ceramica e un pulmino per spostarsi alle feste, alle sagre, agli eventi per vendere i lavori ed incontrare la gente: la forma di riabilitazione più importante. "Il Caf Cgil nord est è il Caf che unisce 7 province di Veneto Friuli e Trentino Alto Adige, il più importante tra i Caf della Cgil - spiega Gastone Boz - Non siamo solo dichiarazione redditi ma anche solidarietà: dal 1998 chiediamo a tutti quelli che vengono da noi se vogliono lasciare 50 cent per fare solidarietà (chiaramente prima erano mille lire). E sui progetti di solidarietà noi mettiamo una quota pari a quella raccolta, raddoppiando il valore economico dell'intervento. Noi non siamo soliti dare quattrini in mano alle associazioni, siamo sempre intervenuti nelle zone più povere del mondo per costruire. Quest'anno abbiamo messo a disposizione 124mila euro per tre progetti: un asilo in Tanzania per 500 bambini con un pozzo che servirà 50mila persone; una tettoia da realizzare di fronte alla mensa dei frati cappuccini di Trento e l'attrezzatura per realizzare una sala d'ascolto; a Rovigo invece abbiamo accolto la richiesta dell'associazione Nihal per comprare un pulmino e attrezzatura nuova per i ragazzi del centro diurno per le dipendenze dell'Ulss. Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo, ma di aiutare quanti più possibile per migliorarlo". "L'associazione di chiama Nihal perché è il nome di una costellazione luminosa che aiuta, nel deserto, le carovane ad orientarsi - spiega la presidente dell'associazione Mirella Zambello - Ed è proprio il nostro scopo: accompagnare, orientare chi per un certo periodo ha perso la strada e lo facciamo rigenerando solidarietà e incentivando le attività di auto mutuo aiuto. Oltre a sostenere il centro diurno per le dipendenze dell'Ulss realizziamo eventi in collaborazione con le istituzioni per diffondere cultura dell'aiuto e creare una mentalità più solidale. Con le bancarelle dove vendiamo ciò che i ragazzi realizzano rendiamo evidente il loro percorso di crescita, diamo la possibilità di uscire da una possibile situazione ghettizzata con le proprie facce e loro lavori. Questo finanziamento è davvero importante perché ci permetterà l'acquisto di strumenti per permettere ai ragazzi di lavorare meglio (come una impastatrice per il laboratorio di ceramiche) e di un mezzo, un pulmino, per uscire con il banchetto e andare a vendere i lavori dei ragazzi". "Ho conosciuto l'anno scorso il centro diurno - spiega il segretario provinciale della Cgil, Fulvio Dal Zio - La cosa che più mi ha colpito è la qualità del servizio del centro diurno, è un punto d'eccellenza nel territorio che deve assolutamente emergere. Sono davvero contento che oggi si consolidi questo rapporto, quello che la Cgil cerca sempre di creare è l'emancipazione, rendere tutti soggetti attivi. E questo ne è un esempio bellissimo". "All'associazione Nihal abbiamo destinato 37mila 200 euro - spiega Claudio Zaccarin, Caf - Mi piace moltissimo il fatto che la solidarietà dei nostri cittadini ritorni sul loro territorio. Abbiamo creduto a questa associazione che dà una mano al territorio, risorse che rientrano nella nostra società. Abbiamo donato tanto per i paesi più poveri del mondo. Ogni tanto però è giusto accorciare lo sguardo e vedere i problemi della nostra gente". "Sono qui per ringraziare davvero tanto il Caf e l'associazione - spiega il direttore del servizio per le dipendenze dell'Ulss, Marcello Mazzo - Tutto quello che donate tornerà al centro diurno e alla nostra comunità come attività concrete sul territorio. Quando uno entra nel nostro centro ha la sensazione di entrare ad un posto caldo, carico di entusiasmo: è la cosa più bella che siamo riusciti a creare in questi anni, è il modo più bello di fare riabilitazione, il contatto con gli altri, l'apprezzamento della gente sono il nuovo strumento, il più utile di tutti ad aiutare".

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