17/01/2022

ELEZIONI COMUNALI 2018 PORTO TOLLE

Pd, la rottura è clamorosa: l'area Orlando molla Bellan

Di fronte ai veti sui nomi da inserire in lista, la sinistra dem rinuncia alla corsa al voto

Pd, la rottura è clamorosa: l'area Orlando molla Bellan

10/05/2018 - 06:05

PORTO TOLLE – In casa Pd a Porto Tolle soffiano venti di guerra e la rottura è più clamorosa che mai. Le faide interne al partito che, a livello nazionale così come provinciale e, ancora più giù, fino al livello locale, mai si sono sopite, stanno emergendo, o meglio ri-emergendo, con forza proprio là, dove il Comune si appresta ad affrontare la sfida cruciale del voto per il rinnovo dell'amministrazione comunale. E se a Trecenta come ad Adria tira un'aria pesante, con mal di pancia più o meno diffusi per le alleanze che vanno via via definendosi in chiave elettorale (alleanze dai perimetri così larghi da arrivare ad includere anche ex oppositori politici, come nel caso di Massimo Barbujani ad Adria ormai ufficialmente alleato del Pd di Sandro Gino Spinello) a Porto Tolle il patatrac, con i dovuti distinguo rispetto agli altri due comuni in questione, si è già verificato. Ed è stata una deflagrazione eclatante. La rottura è infatti tutta incentrata sulle diverse anime del partito: da una parte la sinistra Pd, ovvero la cosiddetta “area Orlando” per ricondurla ai posizionamenti interni più recenti, legati alle ultime vicende congressuali, contrapposta all'altra area, quella dei “renziani”, più orientati verso il centrosinistra. Ex democristiani ed ex socialisti, a volerli inquadrare secondo definizioni da prima Repubblica. Ecco dunque quello che è successo nel corso della formazione della lista Pd che sosterrà la corsa del sindaco Claudio Bellan per la conquista del secondo mandato (e che sarà presentata oggi, 10 maggio). Gli ex democristiani insieme agli ex socialisti (che hanno tra le figure di riferimento due pesi massimi del partito a livello provinciale, rispettivamente Angelo Zanellato e Domenico Romeo) avrebbero messo il veto su uno dei nomi in lista, quello di Beniamino Pavanati, esponente dell'area Orlando. Questo veto, a quanto pare inamovibile, ha provocato la reazione di un'altra esponente dell'area Orlando, Antonietta Girardi la quale ha rinunciato al posto in lista abbandonando la corsa da candidata consigliere a sostegno di Bellan a pochi giorni dalla scadenza per il deposito della lista stessa (fissato per sabato 12 maggio alle 12). Tutto questo ha gettato il Pd portotollese, già pesantemente frammentato e diviso, nel caos più totale. Sì, perché la guerra fratricida che si è consumata nell'arco dell'assemblea di lunedì scorso, 7 maggio, ha portato alle successive dimissioni di Marco Pavanati da segretario del circolo Pd di Ca' Tiepolo. E a questo punto anche il terzo “peso massimo” del Pd provinciale, il consigliere regionale Graziano Azzalin, esponente dell'area Orlando, è sceso in campo per stigmatizzare l'intera vicenda. “Invece di mettere da parte i veti – ha detto – sono stati usati duri criteri di esclusione nella formazione della lista. Criteri non condivisi che dividono invece di creare un clima di compattezza politica a sostegno di Bellan il quale si appresta ad affrontare una sfida durissima e dall'esito incerto. Per questo ritengo fosse necessario mettere da parte i personalismi e gli accordi sottobanco e preferire invece una strategia inclusiva”. Il clima a Porto Tolle, insomma, si fa sempre più rovente.

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