25/01/2022

IL CASO ROVIGO

"Comune schiavo dei supermercati"

Alberto Borella interviene sulla vicenda del Famila: "Non si può accettare l'ampliamento per due rotatorie. Avete visto quella dell'Interspar?"

"Comune schiavo dei supermercati"

10/05/2018 - 17:25

ROVIGO - Il consigliere e commerciante del centro storico, Alberto Borella, ha le idee chiare sulla vicenda Famila: "Hanno sbagliato gli uffici costringendo l'amministrazione ad uno stato di 'sudditanza' nei confronti del privato". Borella interviene sulla richiesta di ampliamento del supermercato Famila, una richiesta che ha già ottenuto l'approvazione della giunta in virtù del fatto che, nel progetto presentato, verrebbero realizzate anche due rotonde "funzionali alla viabilità cittadina" (LEGGI ARTICOLO). "Dopo le polemiche, la commissione per lo studio della situazione del Parco commerciale Fattoria, il caso Famila è ora al centro dell’attenzione in città. Dopo aver superato lo scoglio di una prima approvazione in giunta, con una delibera di accoglimento del progetto, l’ampliamento del supermercato Famila dovrà superare l’esame del consiglio comunale dove si cercherà di evidenziare l’importanza delle opere compensative, cioè le due rotatorie che risultano in realtà funzionali solo ed esclusivamente all’area commerciale che passerà da 2500 mq a 5100 mq, con uno sviluppo pari ad oltre il 50% in aumento. Non solo, l’area dovrà diventare un parco commerciale, secondo gli uffici dell’amministrazione, in quanto l’area è già stata in passato a 'vocazione commerciale' e dunque predisposta a questo tipo di destinazione". "La cosa strana è che durante la gestione comunale del commissario Ventrice, una prima richiesta in tal senso era già stata avanzata da Unicomm, e presto respinta dal Comune di Rovigo, in quanto non esistevano le condizioni urbanistiche dell’area. Tale domanda fu poi ripresentata con le medesime caratteristiche e inspiegabilmente si produsse un silenzio assenso per la mancata risposta del comune entro i 60 giorni stabiliti per le procedure. Sarebbe bastato formulare una risposta analoga alla precedente, per evitare ogni questione, anche in virtù di una serie di comunicazioni da parte della Regione Veneto che sollecitavano l’amministrazione ad una presa di posizione nel senso del diniego, risultando nell’area non prevista una espansione commerciale così definita. Purtroppo l’inerzia degli uffici comunali, anche in questo caso ha posto l’amministrazione in una situazione di difficoltà, trovandosi dopo il superamento dei termini per confermare la risposta negativa, in uno stato di 'sudditanza' rispetto ai promotori del progetto che minacciando una causa per danni, cercano di ottenere l’approvazione del progetto". "E' evidente anche in questo caso, come nel caso Fattoria che l’inefficienza e il mancato rispetto dei termini possono determinare cambiamenti radicali nell’assetto economico cittadino, con la conseguente modifica degli equilibri commerciali del capoluogo polesano, modificato in senso negativo anche le dinamiche commerciali del centro storico - continua il consigliere - Al fine di formulare proposte accattivanti, con la concreta speranza di ottenere le necessarie autorizzazioni amministrative, le grandi catene offrono opere di compensazione, come rotatorie, piste ciclabili e altro, che in molti casi, e questo in particolare sono esclusivamente funzionali al miglioramento dell’area in cui si sviluppano i loro il progetti. Mi chiedo infatti quale beneficio potrà avere la cittadinanza dalla costruzione di due rotatorie nei pressi del supermercato Famila, in particolare dopo aver visto dove sempre su proposta di una altra catena distributiva è stata costruita la rotatoria di accesso al supermercato Interspar, interrompendo la strada di ingresso alla città con un’opera quanto meno discutibile per la sua progettazione forzata e le ridotte dimensioni che non giovano alla scorrevolezza di una importante arteria stradale d’ingresso alla città". "Ritengo necessario cambiare drasticamente la strategia di questa amministrazione che dovrebbe valutare con più attenzione l’impatto sul territorio di queste importanti catene distributive che all’estero stanno già facendo marcia indietro, dopo aver occupato porzioni di territorio, aver cambiato i connotati delle città, e in taluni casi svuotato completamente i centri storici. Bisogna cambiare rotta, consentire lo sviluppo fuori controllo della Gdo consente da un lato generare false illusioni di occupazione, dall’altro accettare passivamente che vi sia un progressivo abbandono del territorio da parte delle piccole e medie imprese, schiacciate da questo sistema. Concludo affermando che è necessario modificare soprattutto il sistema amministrativo che nell'efficienza deve trovare la sua migliore risposta, evitando di creare le condizioni per contenziosi, cause e possibili azioni di leva che si ripercuotono negativamente su tutto il territorio".

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